HomePoliticaPontida 2015: Salvini vuole una festa nazionale

Pontida 2015: Salvini vuole una festa nazionale

Oggettivamente impensabile fino a poco tempo fa per chiunque,  nemmeno il più ardito tra i sondaggisti o il più fine dei politici, avrebbe potuto prevedere questo evento. Sì, perché il panorama è mutato così rapidamente e profondamente che nel 2015 è stato possibile osservare le delegazioni del Sud ai piedi di Alberto da Giussano, tra ruspe e bandiere di “Noi con Salvini”, accanto a quelle classiche della “Lega Nord”.

Gli stand dei nuovi arrivati sono gettonatissimi, la curiosità è tanta e tra foto e selfie sono loro i  souvenir, la bomboniera da collezionare e portare a casa da far vedere agli amici increduli con la tessera della “Lega Lombarda” del ‘90.

Una grande ruspa regna sul pratone, ove Matteo Salvini chiude la kermesse con un discorso politico molto incentrato sulla Nazione, le “Italie” come ama definirle lui, che si salvano soltanto siglando un patto di solidarietà in tutto lo Stivale per mandare a casa il governo Renzi.

C’erano molti punti di domanda su questa nuova veste della Pontida “allargata”, e c’è da dire che il clima è stato perlopiù sereno, pacato e anzi, di calorosa accoglienza. Vedere i giovani padani collaborare coi giovani della Puglia, Abruzzo, Campania, Sicilia, per montare i gazebo. è probabilmente lo scatto che meglio immortala il nuovo corso leghista.

Unica nota dolente è stata l’intervento dell’ex Ministro Calderoli, che inderogabilmente ha dovuto pagare dazio allo zoccolo duro del suo elettorato: “Per me da Bergamo in giù è tutto Meridione”, velenoso e poco opportuno. Perfino Bossi è stato di taglio più moderato e anzi in alcuni suoi passaggi si sono dimostrati apprezzamenti universali: “La stessa mano che Ruba al Nord, crea disoccupazione al Sud.”

La kermesse si corona con un Matteo tra la folla che regala rose alle donne, dopo che sul palco è stato incorniciato con la “gente normale”, tra bimbi mamme e papà.

Di sicuro, l’ottimismo e l’energia non mancano e in una citazione di San Francesco, lanciata sul palco da Salvini, si può racchiudere lo spirito con cui si corre verso la guida del Paese: “Cominciate col fare il necessario, poi il possibile, e all’improvviso vi sorprenderete nel fare l’impossibile.”

Twitter @andrewlorusso

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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