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Ancora una volta il sindaco di Bari ha dovuto firmare una ordinanza che dispone il divieto di balneazione nel tratto di mare che si estende dal limite sud della spiaggia di Torre Quetta (presso distributore carburanti Total Erg) sino al lido Divina Beach (ex Lido il Trullo) incluso.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito della comunicazione, da parte di AQP, nelle prime ore di questa mattina, “dell’improvvisa ed imprevedibile rottura della condotta premente […]” che potrebbe causare sversamenti di acque nere nello specchio di mare in località Torre Carnosa, litoranea Bari-San Giorgio, attraverso lo scarico di emergenza dell’impianto di sollevamento di proprietà di Acquedotto Pugliese S.p.A..
L’ordinanza sindacale dispone inoltre che AQP proceda alle operazione necessarie all’immediato ripristino del guasto per la cessazione dello sversamento; che la Polizia locale e la ripartizione IVOP provvedano ad installare le segnaletica relativa al temporaneo divieto di balneazione nella zona interessata dallo sversamento; infine che Arpa Puglia effettui i prelievi e le analisi sul rispetto dei limiti di inquinamento previsti dalla vigente normativa, comunicando con immediatezza alle ripartizioni Polizia locale e Tutela dell’Ambiente i relativi esiti.
Decaro: “L’AQP dimostri una volta per tutte di essere in grado di gestire con efficacia interventi di questa importanza”
Duro post sui social da parte del sindaco di Bari, Decaro, con cui chiede ad Acquedotto pugliese ad un pronto e risolutivo intervento.
“Un altro stop ai bagni a Pane e pomodoro – ha scritto Decaro sulle proprie pagine social -, l’ennesimo in questa estate, dopo il breve acquazzone di ieri.
Da troppo tempo stiamo aspettando che l’Acquedotto pugliese realizzi il progetto di risanamento della condotta Matteotti che permetterà di separare una volta per tutte la fogna bianca da quella nera.
Come è possibile che la più grande azienda pubblica del sud, che da oltre 100 anni gestisce sia la distribuzione dell’acqua per 4 milioni di pugliesi sia la depurazione delle acque reflue urbane, non riesca ancora a far partire il cantiere di questo intervento che potrebbe risolvere finalmente i problemi di balneazione nel capoluogo di regione.
In una città che da anni registra una crescita turistica tra le più importanti d’Italia, puntualmente torna il divieto di fare il bagno dopo una pioggia!
È trascorso troppo tempo da quando abbiamo fatto stanziare i 26 milioni di euro necessari alla realizzazione delle opere.
Come se non bastasse, stamattina si è nuovamente rotta la condotta dell’impianto di sollevamento di torre del diavolo (a Japigia), interessata da interventi di ripristino solo qualche giorno fa.
L’AQP dimostri una volta per tutte di essere in grado di gestire con efficacia interventi di questa importanza, altrimenti il Comune di Bari, insieme agli altri Comuni pugliesi proprietari della rete, trarrà le sue conclusioni“.











