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Scompenso cardiaco: il Miulli è il primo ospedale in Puglia ad usare la tecnica percutanea per l’insufficienza tricuspidalica 

È il Miulli il primo ospedale in Puglia in cui è stata effettuata la correzione di insufficienza tricuspidalica con tecnica percutanea, ovvero con accesso al cuore per via endovascolare dopo puntura della vena femorale.

Gli interventi sono stati condotti con successo su pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico, associato a insufficienza tricuspidalica massiva e non suscettibili di altre possibilità terapeutiche. Al follow-up di 3-6 mesi i pazienti sono giunti in perfetto compenso clinico e con documentato miglioramento della qualità di vita.

L’insufficienza tricuspidalica è una condizione valvolare molto frequente che, se di entità rilevante, può aggravare i segni e i sintomi clinici dello scompenso cardiaco. Il difetto valvolare può presentarsi isolato o può essere associato ad altre patologie cardiache (valvulopatia aortica o mitralica, cardiomiopatie, ischemia del miocardio). L’insufficienza tricuspidalica isolata è raramente sottoposta a correzione con tecniche di chirurgica tradizionale, col risultato di un gran numero di pazienti che ne sono affetti destinati ad un lento declino, pur se sottoposti a terapia farmacologica. L’intervento di correzione del difetto valvolare può interrompere o rallentare questa evoluzione sfavorevole.

L’equipe operatoria, prima ed unica in Puglia a realizzare interventi transcatetere su valvola tricuspide, è composta dai medici dell’U.O.C. di Cardiologia diretta dal dott. Massimo Grimaldi, nello specifico gli interventisti dott.ssa Katya Lucarelli e dott. Vito Casamassima. Entrambi operano in simbiosi con i cardiologi-ecografisti interventisti dott.ssa Federica Troisi e dott. Vincenzo Bellomo, responsabili del monitoraggio ecografico continuo intra-procedurale. Indispensabile durante l’intervento il contributo del cardio-anestesista, dott.ssa Francesca Lombardi e del personale tecnico-radiologico ed infermieristico di sala operatoria.

«L’affiatamento e la collaborazione di ogni membro dell’equipe operatoria», puntualizza la dott.ssa Lucarelli, responsabile del progetto di selezione e cura dei pazienti, «è determinante per il successo procedurale. Il buon esito di un intervento percutaneo su valvola tricuspide (come già per gli interventi su mitrale) parte dalla corretta selezione dei pazienti ed implica un complesso e articolato insieme di passaggi diagnostico-terapeutici condivisi dall’intero heart team, composto da cardiologo, anestesista e cardiochirurgo».

L’insufficienza tricuspidalica è una condizione valvolare molto frequente che, se di entità rilevante, può aggravare i segni e i sintomi clinici dello scompenso cardiaco. Il difetto valvolare può presentarsi isolato o può essere associato ad altre patologie cardiache (valvulopatia aortica o mitralica, cardiomiopatie, ischemia del miocardio). L’insufficienza tricuspidalica isolata è raramente sottoposta a correzione con tecniche di chirurgica tradizionale, col risultato di un gran numero di pazienti che ne sono affetti destinati ad un lento declino, pur se sottoposti a terapia farmacologica. L’intervento di correzione del difetto valvolare può interrompere o rallentare questa evoluzione sfavorevole.

L’equipe operatoria, prima ed unica in Puglia a realizzare interventi transcatetere su valvola tricuspide, è composta dai medici dell’U.O.C. di Cardiologia diretta dal dott. Massimo Grimaldi, nello specifico gli interventisti dott.ssa Katya Lucarelli e dott. Vito Casamassima. Entrambi operano in simbiosi con i cardiologi-ecografisti interventisti dott.ssa Federica Troisi e dott. Vincenzo Bellomo, responsabili del monitoraggio ecografico continuo intra-procedurale. Indispensabile durante l’intervento il contributo del cardio-anestesista, dott.ssa Francesca Lombardi e del personale tecnico-radiologico ed infermieristico di sala operatoria.

«L’affiatamento e la collaborazione di ogni membro dell’equipe operatoria», puntualizza la dott.ssa Lucarelli, responsabile del progetto di selezione e cura dei pazienti, «è determinante per il successo procedurale. Il buon esito di un intervento percutaneo su valvola tricuspide (come già per gli interventi su mitrale) parte dalla corretta selezione dei pazienti ed implica un complesso e articolato insieme di passaggi diagnostico-terapeutici condivisi dall’intero heart team, composto da cardiologo, anestesista e cardiochirurgo».

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Redazione
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