Pizzica è amore, passione, ballo, tradizione e …business! La riscoperta di questi ultimi anni ne ha fatto un fenomeno di massa che coinvolge una larga fascia di pubblico dai giovani agli anziani. C’è chi ne fa risalire le origini al 1797 ma altri vanno indietro nel tempo fino al mito greco di Arakne e ai baccanali dei riti dionisiaci. E le modalità relativamente più recenti vedono la pizzica del corteggiamento (possiamo azzardare “passo a due”?) e quella del duello fra due uomini. Nel 1990 l’antropologo Gala conia il termine “neopizzica” per definire il rinnovato interesse per questo genere che vede legati in maniera indissolubile musica e danza. Proprio nello stesso anno a Torrepaduli, una frazione di Ruffano in Salento, ovviamente, ad opera di Pierpaolo De Giorgi, etnomusicologo, e Amedeo de Rosa nasce un gruppo di tamburellisti. Il loro intento non è proporre le canzoni più note e diffuse della pizzica, no! Per quello già il Salento pullula di complessi, alcuni eccellenti come quello indimenticabile di Uccio Aloisi, che riprongono nelle feste di paese le pizziche della tradizione per un pubblico che non chiede altro che ballare. A Torrepaduli nasce un nuovo corso, una piccola/grande rivoluzione, che vuole coniugare le dinamiche della tradizione con quelle del presente. L’obiettivo è creare una innovazione che possa dare nuova linfa a un genere che rischia di naufragare nel commercialismo, come ne “La notte della taranta”, manifestazione lesta a sfruttare il fenomeno, rendendolo spettacolare ma impoverendolo di contenuti. Si tratta di rendere attuale, e quindi viva, una tradizione, evitandone sterilità e staticità. In questa evoluzione rimane fermo il carattere popolare, strettamente legato al pubblico delle piazze, perché è musica che deve arrivare dritta al cuore e alle gambe: è fatta per emozionare a livello fisico. Dico “al cuore” perchè fondamentale è il tamburello, lo strumento che detta i tempi e i ritmi; e cosa è il ritmo se non il battito del cuore!?

A Torrepaduli, lontano dai clamori delle mode e delle tendenze,  nascono nuove musiche e nuovi testi, si lavora al recupero del “griko”, il dialetto dei paesi della Grecìa Salentina, e si intrecciano consultazioni colte, con Paolo Pellegrino, docente di estetica, Ioannis Koutsandreas, psichiatra, e il poeta Nikos Bletas Dukaris. Nel corso di 20 anni di attività arrivano puntuali i riconoscimenti di pubblico e critica. Ed ecco le apparizioni in tv e RAI, musiche per fiction e cinema, collaborazioni con noti personaggi del mondo musicale (Albano, Venditti, Dalla, Nannini)! Non solo ma anche tour internazionali (Canada, Cina, Australia, oltre che Europa naturalmente) fino a destare l’attenzione dei pellerossa del Dakota.

Ma conosciamo più da vicino questi musicisti che diffondono la musica pugliese nel mondo: Pierpaolo De Giorgi, fondatore e leader, del gruppo, poeta, etnomusicologo, vocalist e chitarrista; Donato Nuzzo, polistrumentista (soprattutto fisarmonica) e ispiratore di una nuova forma di ritmo progressivo;  Rocco Frisullo, tamburellista d’eccellenza, che costruisce artigianalmente secondo antiche tecniche i tamburelli che adopera; Michele Wilde giovane violinista nonchè compositore molto creativo; Gioele Nuzzo, figlio di Donato, innovatore di punta, capace di portare la pizzica sui sentieri della World Music con idee stravolgenti ma vincenti. E’ proprio Gioele che, osando, ha introdotto nella tradizione il cajòn, idiofono dell’America Latina, e il didgeridoo (strumento ad ancia dell’Australia).

I Tamburellisti di Torrepaduli hanno inciso nove dischi, tutti godibili, ma la loro esibizione dal vivo, con tutta una serie di virtuosismi al violino e ai tamburelli, è una esperienza assolutamente da vivere, lasciandosi trasportare da ritmi incandescenti e ballate. Provate ad ascoltare “Spunta la luna”, “Pizzica erotica”, il duetto frenetico violino/ tamburello di “Mani di ragno” o “Il ritmo dell’armonia” per tamburello solo. E se arriva irresistibile la voglia di danzare lo scopo è stato raggiunto.

I Tamburellisti di Torrepaduli saranno a Bitetto il 2 ottobre per la Sagra dell’Oliva Termite. In piazza naturalmente.

 

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