Sette anni fa, alle 19,15 l’ultimo messaggio inviato da Giulio Regeni alla sua famiglia dall’Egitto. Pochi minuti dopo si sono perse le tracce del ricercatore italiano, che sarà ritrovato cadavere lungo il ciglio di una autostrada egiziana alcuni giorni dopo.
Un delitto che ancora oggi non ha un colpevole, mentre un processo imbastito in Italia sta avendo terribili difficoltà ad andare avanti a causa degli ostacoli burocratici messi in piedi dallo Stato egiziano, nonostante a parole si voglia fare luce sull’intera vicenda.
Questa sera proprio per le 19,15 studenti, associazioni e singoli si sono dati appuntamento a Lecce presso la panchina gialla installata il 29 aprile 2021 su viale dell’Università, all’altezza della scalinata d’ingresso di Palazzo Codacci-Pisanelli, dedicata a Regeni, “giovane ricercatore universitario scomparso, torturato e ucciso nel 2016 a Il Cairo in Egitto e al suo sguardo aperto sul mondo”.
Questa sera da Lecce tornerà a levarsi, alto e univoco, una richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni e per i suoi cari.
Come fanno sapere gli organizzatori, i genitori del ricercatore friulano Paola Deffendi e Claudio Regeni e l’avvocata Alessandra Ballerini sono stati a Lecce più volte ospiti del festival Conversazioni sul futuro e dell’Università del Salento. “In ricordo di Giulio Regeni, ricercatore” è intitolato anche il Corso di dottorato in “Human and Social Sciences” del Dipartimento di Scienze umane e sociali.











