Fondare una realtà, fatta di social network, lavoro da remoto, impianti di domotica e intelligenza artificiale, basata su reti d’accesso in banda ultra-larga è un obiettivo strategico ampiamente condiviso e un pilastro dell’agenda digitale europea. Tuttavia, l’implementazione di tali reti fino ad ora, in particolare Fiber To The Home (FTTH), stenta a decollare, in quanto l’attuale domanda di servizi rappresenta un introito insufficiente a coprire gli enormi investimenti necessari per portare la fibra in ogni abitazione, dato che gli utenti finali non sono propensi a pagare extra per connessioni più veloci.
Purtroppo gli italiani negli ultimi due anni, a causa del COVID-19, delle restrizioni e consequenziali politiche di distanziamento e smartworking hanno compreso quanto sia stato di vitale importanza essere connessi, ed in taluni casi si sono risvegliati nell’incubo di non avere alcuna copertura internet.
Attualmente sono stati assegnati, 3,4 miliardi di euro del bando “Italia a 1 Giga”, in arrivo dal PNRR, necessari per finanziarie la diffusione della rete FTTH nel nostro Paese. Grazie a questo progetto è prevista una decisa estensione della copertura della fibra ottica in Italia. La rete FTTH sarà presto disponibile in circa 7 milioni di indirizzi civici in tutto il Paese, raggiungendo zone che, ad oggi, non hanno la possibilità di accedere ad Internet tramite la fibra ottica ma devono accontentarsi di soluzioni meno performanti come la fibra mista FTTC, la rete FWA oppure l’obsoleta ADSL.
Il bando prevede la divisione del Paese in 14 aeree geografiche. Per ogni area è stata effettuata un’asta. Ad aggiudicarsi i progetti sono stati TIM e Open Fiber, secondo il seguente schema:
- Sardegna – TIM
- Puglia – Open Fiber
- Abruzzo, Molise, Marche, Umbria – TIM
- Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria – TIM
- Calabria Sud – TIM
- Toscana – Open Fiber
- Lazio – Open Fiber
- Sicilia – Open Fiber
- Emilia Romagna – Open Fiber
- Campania – Open Fiber
- Calabria Nord – TIM
- Friuli Venezia Giulia, Veneto – Open Fiber
- Lombardia – Open Fiber
- Basilicata – TIM
Nel giro di pochi anni, questi fondi garantiranno la rapida crescita della copertura, con un numero sempre maggiore di utenti che potrà accedere ad Internet tramite la rete in fibra da almeno 1 Giga in download.
In Puglia, in particolare, sono già in corso operazioni di contatto di utenti privati ed amministratori di condominio per la richiesta di autorizzazione al cablaggio della fibra che, nel giro di poco tempo, dovrebbe raggiungere la maggior parte dei nostri paesi.
Ovviamente operazioni atte al potenziamento della rete sono state possibili anche prima, in periodo di lockdown in quanto le operazioni d’installazione della nuova rete delle società operatrici sono rientrate “tra le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146″, come anche confermato dal DPCM del 22 marzo 2020 art. 1 lett. e).
Sul tema dell’importanza, dello sviluppo e della presenza delle predisposizioni per la fibra ad alta velocità all’interno degli stabili, abbiamo interpellato Adriano Russello, agente immobiliare SerHome, che ha sottolineato come “in effetti è un aspetto molto importante. Il nostro paese già da qualche anno ha, infatti, emanato leggi atte ad incentivare e sviluppare l’installazione di reti ad alta velocità”.
Ricordiamo il Decreto Legge del 12 settembre 2014, n. 133, meglio conosciuto come “Sblocca Italia“, (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 212 del 12 settembre 2014) che con l’art.6-ter ha aggiunto l’art. 135-bis al già DPR 380/2001 che specifica:
“Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati di un punto di accesso. Il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati di un punto di accesso. Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1° luglio 2015, in caso di opere di ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell’articolo 10. Per punto di accesso si intende il punto fisico, situato all’interno o all’esterno dell’edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultra larga”.
E in anni più recenti ha anche emanato il D.lgs. del 15 febbraio 2016, n. 33 denominato “banda larga” atto proprio a recare misure necessarie a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità.
Nello specifico l’art. 8 (“Infrastrutturazione fisica interna all’edificio ed accesso”), in base ai commi 1 e 2 afferma che:
- I proprietari di unità immobiliari, o il condominio ove costituito in base alla legge, di edifici realizzati nel rispetto di quanto previsto dell’articolo 135-bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, o comunque successivamente equipaggiati secondo quanto previsto da tale disposizione, hanno il diritto, ed ove richiestone, l’obbligo, di soddisfare tutte le richieste ragionevoli di accesso presentate da operatori di rete, secondo termini e condizioni eque e non discriminatorie, anche con riguardo al prezzo”.
Il comma 2 afferma che gli operatori di rete hanno il diritto di installare la loro rete a proprie spese, fino al punto di accesso.
“Non a caso – sottolinea Russello – in tutti gli stabili da noi trattati il nostro ufficio si premura di verificare la presenza delle predisposizioni secondo i termini di legge. LA FIBRA OTTICA IN CONDOMINIO È QUINDI UN ELEMENTO CHE, vista la sua importanza, e utilità sociale ed economica, ormai chiara a tutti i governi, soprattutto in periodi di crisi come quella appena trascorsa PERMETTE, ALLO STABILE STESSO DI AUMENTARE IL SUO VALORE IMMOBILIARE SUL MERCATO“.











