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Abusi sessuali per 4 anni su una bambina sua parente. Arrestato un 20enne nel brindisino

La terribile storia arriva dal Brindisino, dove un giovane di 20 anni avrebbe abusato per quattro anni di una bambina sua parente e convivente. Anni di abusi e di minacce, con una bambina molto piccola che non soltanto è stata brutalmente oggetto di attenzioni sessuali da parte di un congiunto, suo zio paterno, ma è stata anche preda di sentimenti di paura e vergogna per quanto accaduto.

Soltanto dopo anni, infatti, ha avuto il coraggio di confessare tutto ad una altra parente, che ha poi permesso l’avvio delle indagini nel merito, tanto delicate quanto scabrose.

Questa mattina la notizia dell’arresto, eseguito dai Carabinieri in provincia di Brindisi sulla base di un’ordinanza disposta dal gip del Tribunale dei Minori di Lecce.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, gli abusi sono cominciati nel 2018, quando il giovane arrestato aveva 15 anni e la vittima ne aveva soltanto cinque e sono andati avanti per circa 4 anni.

La condotta del giovane ha portato alla formulazione della pesantissima accusa di violenza sessuale con “abuso di relazioni domestiche, essendo l’uomo parente della minore, e con abuso del rapporto di coabitazione”.

Le indagini hanno preso il via dopo che la bambina ha trovato il coraggio di rivelare gli abusi subiti ad una altra parente e, da qui, la denuncia presentata dalla madre della piccola.

La minore, stando a quanto si apprende, avrebbe confermato il racconto anche in sede di incidente probatorio. Le dichiarazioni della bambina avrebbero permesso di accertare alle forze dell’ordine quanto, si legge nella nota della Procura, “era stata costretta a fare e a subire con la minaccia di non raccontare nulla a nessuno, cui aveva fatto seguito il sentimento di paura e di vergogna per quanto accadeva e che di fatto avevano consentito al giovane di reiterare, indisturbatamente”, le violenze “ai danni della congiunta nella certezza che non avrebbe mai parlato”.

Secondo l’accusa, le violenze avvenivano ogni qual volta in cui la minore restava da sola con il parente, non solo all’interno dell’abitazione in cui lo stesso abitava e che la piccola frequentava durante il fine settimana, ma anche quando la minore si trovava in auto. L’indagato è stato condotto nel carcere di Brindisi.

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Redazione
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