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Ci sarà in altro anno di cassa integrazione straordinaria per 3mila dipendenti di Acciaierie d’Italia di cui 2.500 a Taranto, dove la cassa straordinaria è prevista fino al 19 giugno perché vanno esaurite le precedenti tranche di cassa. Dopo questa data, Acciaierie d’Italia chiederà la cassa in deroga solo per Taranto.
L’accordo tra azienda, rappresentanti del governo e sindacati è stato firmato nel pomeriggio del 29 marzo in collegamento video call col ministero del Lavoro. Hanno detto sì all’intesa Fim Cisl, Fiom Cgil, Ugl e Fismic. Nessuna firma, invece, da Uilm (primo sindacato in fabbrica a Taranto) e Usb.
Per la Ugl Metalmeccanici, presente il Vice Segretario Nazionale con delega alla Siderurgia Daniele Francescangeli.
LA UGL
“L’Ugl Metalmeccanici ricorda che quest’oggi è l’ultimo appuntamento avente come tema l’eventualità di siglare un accordo per tutti i siti di produzione, escluso quello di Taranto per il quale l’appuntamento è rimandato al mese di giugno con una richiesta di Cigs in deroga per la quale – dichiara Francescangeli – saremo richiamati ad un’assunzione di responsabilità nei confronti dei lavoratori che rappresentiamo, con l’impegno di tutti coloro presenti al tavolo oggi riunitosi”.
“Come Ugl – sottolinea Francescangeli – riteniamo ribadire che il carattere transitorio della Cigs in discussione è strettamente legata al piano industriale ed ambientale, con la consequenziale risalita di produzione per permettere il reintegro di tutti i lavoratori, inclusi coloro che attualmente sono in forza all’amministrazione straordinaria, per noi parte integrante dell’azienda a tutt’oggi e tutelati dall’accordo del 2018″.
I SINDACATI CONTRARI
La Uilm che non ha sottoscritto l’accordo sottolinea che “fino alla fine abbiamo provato a trattare per richiedere che non si determinassero 3mila esuberi strutturali, chiedendo tutte le condizioni di garanzia, a partire dalla salvaguardia dei 1600 lavoratori in Ilva in as e dell’indotto, senza escludere una giusta integrazione salariale all’ammortizzatore sociale”.
“Atto gravissimo quello con cui alcune sigle sindacali certificano per poche centinaia di euro, moltissimi esuberi strutturali. Si assumono una responsabilità pesante dal momento che la firma certifica l’esclusione dei 1600 lavoratori ex Ilva in amministrazione straordinaria oltre al serio rischio di ulteriori esuberi” è infine il commento di Usb.
ACCIAIERIE D’ITALIA
Sulla cassa integrazione, fanno sapere fonti sindacali, l’azienda ha ribadito le sue posizioni, circa la maturazione dei ratei della 13ma e una rotazione coogestita attraverso incontri mensili per monitorare e valutare le richieste delle organizzazioni sindacali, per calendarizzare incontri per meglio illustrare ed entrare nel merito dell’ammortizzatore sociale e degli investimenti industriali e ambientali.
Secondo Acciaierie d’italia “lo strumento della cigs è volto a garantire la continuità ed il rilancio dell’attività aziendale nonché la salvaguardia dei livelli occupazionali” mentre il ministero delle Imprese “prende atto delle richieste delle organizzazioni sindacali di convocazione di un tavolo ministeriale sul piano industriale dell’azienda”.











