Cosa accade al Consiglio Regionale in caso di dimissioni del Presidente della Giunta? Secondo la regola, si chiude la legislatura e si torna alle urne per ridare la parola agli elettori, avendo i pugliesi eletto innanzitutto il Governatore e in subordine il Consiglio Regionale. Ma una legge della Puglia, approvata alcuni mesi fa dalla Puglia, prevede che i consiglieri possano restare in carica per altri 10 mesi dopo le dimissioni.
A questa norma il Governo Nazionale si è opposto, sollevando un giudizio davanti alla Corte Costituzionale, e la Regione Puglia intende resistere per difendere una norma che molti analisti hanno definito una “norma anti-Decaro” perchè di fatto lascerebbe con il “cerino” in mano il sindaco di Bari e le sue ambizioni di passaggio alla Regione Puglia nel caso in cui Emiliano dovesse dimettersi per correre alle prossime elezioni europee.
Una situazione che al momento appare soltanto ipotetica, ma che rappresenterebbe un “vulnus” ed un buco istituzionale in Puglia per quasi un anno. Di qui la contestazione ad opera del Governo.
E contro la scelta della Regione Puglia si schiera anche +Europa.
“La Regione Puglia ha da poco deciso di resistere in giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale per salvare l’inaccettabile e indecente norma regionale promossa per permettere ai consiglieri regionali pugliesi di restare in carica anche in caso di dimissioni anticipate del Presidente della Regione Puglia Emiliano”.
Lo afferma il segretario di +Europa Riccardo Magi. “La legge regionale ‘allunga-mandato’ – prosegue – è stata approvata con voto segreto e discreto, bipartisan, lo scorso dicembre dal Consiglio regionale della Puglia per garantire ai consiglieri regionali altri dieci mesi di consiliatura in caso di dimissioni di Emiliano. Una norma che il governo Meloni ha impugnato per violazione costituzionale dell’articolo 126, ma paradossalmente votata anche dai consiglieri regionali di destra che, pur essendo all’opposizione, su questi temi trovano occasione per votare insieme alla maggioranza di centrosinistra”.
Aggiunge Marco Silvestri, esponente pugliese dell’Assemblea Nazionale di + Europa: “Riteniamo inaccettabile questa norma e chiediamo ai pugliesi di prendere parte alla necessaria modifica di questa legge che lascerebbe la Puglia immobile per mesi, senza una guida politica legittimata dal voto popolare, senza una direzione”.












