È stato presentato ieri sera presso l’Argenteria in via Roberto da Bari l’ultimo libro di Luciano Violante intitolato “La democrazia non è gratis – I costi per restare liberi”.
Ne hanno discusso il segretario del Partito Democratico pugliese Domenico De Santis, la Presidente di Apulia Film Commission Annamaria Tosto e l’avvocato Gianni di Cagno.
Diversi i temi affrontati, tutti di strettissima attualità. Il lavoro dell’ex Presidente della Camera infatti si è incentrato sul ruolo della democrazia e di come, soprattutto oggigiorno e proprio nel cuore dell’Europa, essa sia messa in pericolo.
Certamente il riferimento è alla recente invasione russa in Ucraina ma anche al ruolo giocato dall’Ungheria di Orbán all’interno dell’Unione Europea. Secondo l’ex magistrato “bisogna recuperare quella passione e quel rispetto per la democrazia”. Il racconto di Violante parte proprio dalla propaganda russa nei confronti della comunità LGBTQI: semplici gesti di affetto infatti, se manifestati pubblicamente, non solo vengono discriminati ma possono costare loro multe salate, o peggio, l’incarcerazione. Obiettivo, neanche troppo celato, porre un freno alla libertà di espressione.
I passi successivi, secondo il politico italiano, potrebbero coinvolgere ulteriori libertà date ormai per acquisite quali la libertà di scrivere, parlare o manifestare.
“Per questo – sottolinea Violante – torna ad essere centrale la trasmissione dei saperi da parte degli insegnanti e delle famiglie”. “Fondamentale è allora riconoscerne il ruolo centrale nonché la necessità di garantirne una giusta continuità”.
Questa stratificata battaglia culturale nei confronti della conoscenza si sposta tuttavia in nuovi ambienti in cui la cultura, o quel che ne rimane, si espande e corre a suon di bit. I tempi sono dettati dalla tecnologia e i nuovi processi vengono creati da risposte e algoritmi veloci.
“Quella in cui ci troviamo – afferma la Presidente di Apulia Film Commission – è una situazione di pericolo, in cui avviene una costante e sistematica aggressione ai valori fondanti della democrazia. Siamo diventati incapaci di reagire e restiamo indifferenti di fronte ai bombardamenti mediatici e non”, citando il celebre discorso sulla servitù volontaria del filosofo Étienne de La Boétie. “Un cambio di passo nella trasmissione dei saperi è – secondo Annamaria Tosto – necessario ripartendo dalla cultura e dalla consapevolezza della necessità di creare spirito critico nelle giovani generazioni anziché restare schiacciati dalla pedagogia del digitale”.
Secondo il segretario del PD pugliese De Santis “serve una riflessione collettiva del mondo accademico, e del giornalismo. Difficile vivere in un mondo in cui solo il 20% della popolazione è retto da governi democratici e dove il ruolo pedagogico degli insegnanti viene spesso ribaltato e criticato dalle famiglie”. Ci si abitua infatti troppo spesso a tante libertà che, come visto nel periodo della Pandemia, possono essere spazzate via in un batter d’occhio.
Come affrontare allora questo assalto alla democrazia? Tre sono i valori da riscoprire e custodire secondo Violante: il rispetto delle minoranze, la separazione tra spazio pubblico e religioso, il rispetto dell’identità di ogni individuo a partire dall’identità sessuale.
Compito delle nuove generazioni sarà quello di conservare e manutenere la democrazia, ricordarsi dei doveri che non sono in antitesi con i diritti ma servono ai primi per completarsi, e infine, last but not least, rifiutare l’indifferenza verso le minoranze divenendo cambiamento attivo della società.
“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”, parole pronunciate più di quarant’anni fa dal Presidente Aldo Moro ma che risuonano oggi più che mai tragicamente attuali.
Occorre auspicare, conclude Violante, che da questo momento di crisi nasca, come già accaduto in passato, un vero cambiamento politico e culturale per la nostra comunità.
“Istruitevi – diceva Gramsci – perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”.














