Per i sindacati l’incontro di questa mattina a Roma con il Governo per il futuro dell’ex Ilva, attualmente in amministrazione Acciaierie d’Italia, è andato decisamente male.
Tanto male da, unitariamente, proclamare subito uno sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti italiani.
Aspettative minime secondo l’Uilm, ma risultato assai deludente. “È andato malissimo anche rispetto alle aspettative che erano minime. Subordinano ogni decisione dall’assemblea dei soci prevista per il 23 novembre”. Questo il commento di Rocco Palombella, che rimanda alla quella data il comprendere se il socio privato (Arcelor Mittal) intenda restare in Italia o tornarsene con i suoi investimenti in India.
I sindacati nella riunione di questa mattina sono tornati a sollecitare il passaggio dello Stato nella maggioranza del capitale di Acciaierie d’Italia (attualmente Invitalia detiene il 38% delle quote della società siderurgica), ma soprattutto chiedono chiarezza sul Memorandum of understanding sottoscritto dal governo con Arcerol Mittal lo scorso 11 settembre.
“Siamo al punto finale”, dicono entrando all’incontro. È “un incontro importantissimo”, spiega il segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia, “viene due settimane dopo la manifestazione, che è riuscita, e in queste due settimane la situazione non ha fatto altro che peggiorare, c’è il tema della mancanza di liquidità, degli impianti fermi, della sicurezza”.












