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Proclamato nel 2005 maschera ufficiale del Carnevale di Massafra, Gibergallo è un allegro pagliaccio vestito con un frac nero e un gallo al guinzaglio.
Il simbolo della compagine carnascialesca massafrese nasce da un personaggio reale, un uomo brillante vissuto nel comune tarantino: il signor Gilberto Gallo. Da tutti chiamato affettuosamente “Nonno Gilberto”, è stato un grande appassionato di carnevale ed amava strappare a chiunque un sorriso; con la sua simpatia e la sua goliardia ha saputo improntare negli anni uno spirito inconfondibile tale da divenire emblema per la cittadinanza che hanno iniziato a mascherarsi con i suoi stessi abiti e organizzato vere e proprie “masse” di Gibergalli.
La figura del clown ha così caratterizzato innumerevoli corsi mascherati in tutte le sue forme, dai bozzetti sui carri alle locandine ufficiali. Tutti allegri e spensierati, proprio come fa il clown.
La nomenclatura di tale maschera, però, non deriva come si potrebbe erroneamente pensare dalla fusione del suo nome e cognome, bensì dal fatto che egli andava per le strade, durante il Carnevale, con un gallo addomesticato.
La (curiosa) storia di Gilberto
Gilberto Gallo nasce a Massafra nel 1916. Le sue origini sono umili ed ha vissuto in una famiglia numerosa composta da padre, madre e addirittura da ben 18 figli.
La sua gioventù è stata caratterizzata da molti sacrifici ma ha sempre lavorato e fatto molti mestieri per portare avanti, con dignità, la propria famiglia. Il suo lavoro principale è stato quello del cuoco che ha svolto per anni sia in campo civile che in quello militare: ha lavorato in molti ristoranti della zona e per 40 anni nella Marina Militare. Gilberto ha avuto anch’egli una famiglia numerosa: infatti la signora Tina, sua compagna nella vita, gli ha dato ben 7 figli.
Gilberto amava divertirsi e divertire. Il suo carattere ilare e gioioso lo portava a fare scherzi a tutti in ogni occasione. Addirittura, si ricorda che, quando conobbe la famiglia Gallo e si fidanzò con una delle due figlie (Rita), fu invitato a pranzo e gli furono servite le polpette con dentro il chewing-gum (le aveva preparate personalmente perché aveva saputo che le polpette fritte erano il piatto preferito del nuovo commensale). Questo è uno dei tantissimi scherzi che faceva Gilberto.
È stato uno dei promotori del Carnevale di Massafra ed è stato sempre presente nelle manifestazioni del Carnevale Massafrese sin dalle sue prime edizioni. Egli ha partecipato, anche prima dell’evento Carnevale di Massafra, ad altre manifestazioni carnevalesche come l’appuntamento di Putignano. La sua presenza nel campo carnascialesco risale a circa settant’anni fa e per Massafra è stata fondamentale per l’esistenza della manifestazione stessa.
Gli organizzatori lo invitavano, e in più occasioni veniva prelevato dalla sua abitazione con l’intervento del complesso bandistico locale, per aprire la sfilata dei carri poiché egli era una figura emblematica e trascinante per l’intera cittadinanza. Il carnevale era nel sangue di Gilberto, che preparava con grande attenzione la sua immagine; ogni simbolo nei suoi vestiti aveva un significato.
Triste la sorte perché morì nel febbraio del 1996, proprio durante la sfilata della 43° edizione del Carnevale Massafrese: si dice che avesse già il suo vestito pronto, appena cucito. Le sue ultime parole sono state rivolte alla figlia Tina alla quale disse di portare i soldi alla sarta e ritirare il vestito. Ciò è stato fatto e il vestito è stato tumulato con le sue spoglie.
Fonti e Immagini
- Testimonianza scritta trasmessa da Mino Scarano, membro del Carnevale di Massafra: si riportano, della stessa, la Pagina Facebook e il Canale Youtube
- Illustrazione di Gibergallo a cura di Maria Roberto, in arte Malika: qui il suo canale Instagram
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