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Bari, nella sede de La Giusta Causa incontro sulla “città nuova”

Si è tenuto ieri preso la sede de La Giusta Causa un incontro moderato e coordinato da Maurizio Polemio e Maura Buttiglione dell’associazione La Giusta Causa e che ha visto confrontarsi sul tema Nicola Bonerba Presidente ANCE Bari e BAT, Michele Cirillo Architetto e consulente per la pubblica amministrazione , Mariavaleria Mininni Docente di Urbanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata, Fabio Modesti giornalista ambientale e con la partecipazione dell’Avv. Michele Laforgia candidato alla carica di Sindaco per la città di Bari.
Il titolo dell’incontro non lascia spazio ad equivoci: La città nuova, Bari verso una gestione integrata e partecipata del territorio. Citare, in questi giorni e nella stessa frase, Bari e città nuova non può che far pensare alle prossime elezioni amministrative. Per quanto nell’area del centro-sinistra  si continui a parlare di confronto imminente, i due percorsi politici, quello di Vito Leccese e quello di Michele Laforgia, sembrerebbero al momento camminare su due binari paralleli. Chissà se alla fine le due rette finiranno per incontrarsi. Il termine “continuità”, tanto usato nei giorni scorsi inizia però a scricchiolare. Detto ciò, il tema del dibattito non voleva certo essere di carattere meramente politico ma affrontare argomenti specifici come quello del piano urbanistico generale, dell’edilizia sociale, del nodo verde, di Bari Costasud, temi sicuramente più “cari” agli addetti ai lavori e meno ai cittadini, senza voler entrare nel metodo e nel merito, appare quanto meno utopico.
Gli obiettivi in riferimento alla visione futura di Bari sono numerosi. Si è parlato di una città più inclusiva, capace di garantire i servizi di base non tanto ai turisti di passaggio quanto ai cittadini che a Bari vogliono vivere davvero, nonostante la crisi legata all’edilizia abitativa che ha reso quasi impossibile trovare immobili in locazione a Bari. Obiettivo per contrastare queste difficoltà sarà allora trovare soluzioni ecologiche per preservare le nostre (poche) risorse naturali, migliorare la gestione dei (molti) rifiuti, ridurre le diseguaglianze tra centro e periferia, rendendo la  città più bella e pulita.
È emersa inoltre la necessità che Bari faccia propri gli obiettivi previsti dall’Agenda Onu 2030, un’agenda che ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e che li cali nell’attuale contesto urbanistico: occorrerà ridurre il numero di auto in circolazione, migliorare l’efficacia e l’efficienza dei trasporti comuni nonché rendere più sicure le attuali piste ciclabili. Alla luce degli ultimi dati non lusinghieri sulla qualità dell’aria a Milano poi, bisognerà certamente monitorare anche questo parametro così come quello della presenza di aree verdi nella nostra città; modelli da prendere ad esempio saranno allora quelli dell’Ortodomingo gestito nel quartiere Poggiofranco e capace di unire attivismo cittadino e creazione di un giardino che viene curato partendo “dal basso” e capace di riattivare una zona “periferica”. Queste aree verdi possono diventare le “nuove piazze” sostiene la Prof.ssa Mininni, posti cioè dove socializzare tutelando e facendo crescere aree verdi.  Sicuramente sul fronte “forestazione urbana” c’è ancora molto da fare. Così come bisognerebbe costruire, sempre secondo gli addetti ai lavori presenti all’incontro, più architettura e meno edilizia evitando di “consumare” suolo senza una reale pianificazione. Il piano Quaroni prevedeva milioni di metri cubi, ma è pur vero che prevedeva una crescita della popolazione fino a 600mila abitanti, dato che ad oggi non è stato raggiunto. Appare pertanto insostenibile voler raggiungere quelle volumetrie a tutti i costi.
Cosa si potrebbe fare dunque? Rendere fruibili e condivisi i dati e i progetti previsti dal nuovo piano che attende di veder la luce da più di quarant’anni ormai, adeguare il piano paesaggistico alle tutele e normativa nazionali attuali.
Il PUG, di cui si parla ormai da diversi anni, è il piano urbanistico generale: definisce sostanzialmente l’evoluzione di una città, dove sarà possibile costruire, quali aree saranno destinate a spazi pubblici, quali invece ad edifici pubblici, quali saranno protette da particolari vincoli, quali saranno i vincoli edilizi e volumetrici da rispettare. Insomma, per quanto il tema sembri monotono e a tratti noioso, sicuramente ne va del nostro futuro. Se una città diventerà più sostenibili e a misura di uomo senza lasciare nelle periferie nessuno significherà che il piano avrà funzionato.
Altro tema delicato quello legato al nostro patrimonio urbanistico e alla speculazione edilizia: certamente si tratta di un tema divisivo, riuscire infatti a mettere d’accordo anime agli antipodi come quelle degli ambientalisti da un lato e dei costruttori dall’altro appare difficilmente conciliabile: ai primi che chiedono più spazi verdi rispondono i secondi chiedendo più volumi per costruire. Insomma una lotta eterna senza soluzioni di continuità. Queste esigenze, così contrapposte tra loro, renderanno certamente non facile la realizzazione di quella “ città nuova” fatta di una nuova pianificazione  e gestita da una nuova amministrazione.
Ultimo intervento prima di concludere quello dell’Avv. Laforgia, un ricordo del compianto Prof. Franco Cassano venuto a mancare proprio il 23 febbraio del 2021. E poi un monito, quello di ricordarsi che Bari è una citta grande ma non ancora una grande città e che questo è il momento di prepararsi a rappresentare nel migliore dei modi la città, senza troppi slogan, cercando di essere all’altezza delle sfide previste ed avendo il coraggio di assumere determinate decisioni senza scendere a patti con nessuno.
Sicuramente è emersa, ancora una volta, una necessità quella di riavvicinare i temi e i metodi della politica ai cittadini. Occorre comprendere cosa significhi adeguamento di un piano urbanistico ad esempio senza subirne, in un secondo momento, le conseguenze.
Bisogna che la politica parli a chi ha mostrato disaffezioni nei confronti di ogni partito politico. Sicuramente ascoltare tutte le campane, in campagna elettorale ma non solo, può aiutare a comprendere meglio determinate scelte.
Bari deve sicuramente diventare più competitiva e dovrà migliorare la qualità e il livello di esperienza della sua vita. E dovrà trovare, se vorrà essere città nuova, una nuova visione ed una nuova vocazione. Riuscirà il futuro sindaco, di qualunque colore politico esso sia, a salvare le istanze di ambientalisti e costruttori?

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