HomeCronacaTorna l'aborto "fai da te". Attenzione su sommerso e illegalità

Torna l’aborto “fai da te”. Attenzione su sommerso e illegalità

Tornano le “mammane”, che una quarantina d’anni fa aiutavano le gestanti ad abortire con metodi poco ortodossi, illeciti, e soprattutto rischiosissimi per la salute delle donne. Solo che al posto dei ferri e dei bisturi, ci sono le pillole ed i composti chimici. E invece dei garage, si pratica sul web, vendendo kit pronta consegna.

Nonostante la legge 194/78, poi confermata con un Referendum nel 1981, che di fatto ha legalizzato l’aborto in Italia, tra obiettori di coscienza, mentalità ostile, iter burocratici, è ancora complesso e lento accedere a tale pratica. Ed ecco che il business del fine vita clandestino torna in auge nel tempo di internet.

Il Cytotec sembra venire incontro a queste esigenze. Un medicinale per curare l’ulcera, prodotto da Pfizer, che generalmente viene venduto sotto ricetta medica, non replicabile, ed indicato come gastroprotettore, ha la “dote” di provocare (in dosi massicce) il distaccamento del feto dalla placenta, e quindi un aborto indotto.

I kit e i siti che offrono questi servizi si sprecano, e i prezzi oscillano dai 180 ai 240 dollari a seconda della completezza dei farmaci che si vogliono acquistare, magari anche per i possibili traumi-emorragie post misfatto. Infatti la procura di Genova che indaga dal 2013 (assieme a quella di Torino che si è unita negli ultimi mesi), ha cominciato ad osservare anomalie nelle corsie d’Ospedale. Diversi casi sospetti d’aborto spontaneo, che poi provocavano collassi dell’utero e perdite di sangue costanti. Alcune ragazze hanno confessato l’utilizzo di farmaci generici contenti principi attivi adibiti al fine.

Oltre al misoprostolo (contenuto nel Cytotec) v’è anche il mifepristone, altro principio attivo che toglie ossigeno e nutrimento all’embrione. Quindi le formule sono tra le più disparate, ricche, e complesse.

Orrori e paradossi della superficialità con cui si attenta alla propria vita, e con la quale si trattano temi così delicati ed importanti. Ovviamente la filiera di questi farmaci contraffatti non è controllata, i principi attivi sono in dosaggi sballati con condizioni igieniche orripilanti. I NAS hanno sequestrato diverse partite di merci aventi condizioni aborrevoli.

La Francia ha lanciato l’allarme da tempo su questi fenomeni con campagne d’informazione e sensibilizzazione. Noi oltre a colmare il gap, dovremmo mettere mano alla semplificazione delle pratiche legali per accedere all’aborto. La serietà con cui bisogna trattare il tema senza facilonerie di sorta, non dev’essere un muro invalicabile che poi crei un viatico per il sommerso.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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