Una lunga e complessa inchiesta sugli intrecci tra la criminalità mafiosa barese, alcune aziende municipalizzate che di fatto secondo le accuse sarebbero state trasformate nel corso degli anni in una sorta di “luogo protetto” per alcuni esponenti dei clan cittadini. Ma anche arresti eccellenti di esponenti politici locali e sequestri milionari.
Codice Interno non ha ancora concluso di svelare tutte le proprie carte. L’operazione di polizia giudiziaria, che rappresenta l’epilogo di meticolose investigazioni, dal 2016 ad oggi, è stata condotta attraverso un paziente e minuzioso lavoro di indagine, coordinato dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari.
Una serie di atti e situazioni che hanno fatto ritenere il Ministro dell’Interno Piantedosi possa essere plausibile un approfondimento ad opera di una commissione di accesso finalizzata a verificare una ipotesi di scioglimento del Comune” di Bari per infiltrazioni mafiose a poche settimane dalle elezioni amministrative del prossimo mese di giugno.
Un passaggio che, naturalmente, non è piaciuto per nulla al sindaco di Bari, Antonio Decaro, che sottolinea come “Oggi è stato firmato un atto di guerra nei confronti della città di Bari”.
“L’atto – prosegue il sindaco – come un meccanismo a orologeria – segue la richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del Governo e si riferisce all’indagine per voto di scambio in cui sono stati arrestati tra gli altri l’avv. Giacomo Olivieri e la moglie, consigliera comunale eletta proprio nelle file di centrodestra”.
“Incuranti delle parole del Procuratore distrettuale antimafia che in conferenza stampa ha detto testualmente: “l’amministrazione comunale di Bari in questi anni ha saputo rispondere alla criminalità organizzata”, gli stessi soggetti che nel 2019 hanno portato in Consiglio Comunale due consiglieri arrestati per voto di scambio, ora spingono per lo scioglimento di un grande capoluogo di regione, evento mai successo in Italia, nemmeno ai tempi dell’inchiesta su Mafia Capitale. È un atto gravissimo, che mira a sabotare il corso regolare della vita democratica della città di Bari, proprio (guarda caso) alla vigilia delle elezioni. Elezioni che il centrodestra a Bari perde da vent’anni consecutivamente. Per le quali stenta a trovare un candidato e che stavolta vuole vincere truccando la partita”.
Cosa ha fatto il Comune di Bari alla luce di questa inchiesta? E’ sempre Decaro a spiegarlo: “È giusto che si sappia che negli scorsi giorni mi è stato richiesto di raccogliere tutte le attività svolte dal Comune di Bari contro la criminalità organizzata. Bene, è stato consegnato al Prefetto alle 12.00 di ieri, un voluminoso dossier, composto da 23 fascicoli e migliaia di pagine, contenente le attività svolte dal Comune contro la criminalità organizzata in questi anni”.











