In tre hanno ripreso con il telefonino la brutale aggressione di un uomo che, dopo aver dato alle fiamme l’auto con dentro la moglie, ha soffocato la stessa fino a ridurla in fin di vita.
Temendo che l’uomo fosse armato, i tre sono rimasti chiusi nella loro macchina, ma hanno avuto la prontezza di spirito di riprendere quasi tutta l’aggressione che ha portato alla morte la 60enne Arcangela Maria Turturo, nel cuore della notte tra sabato e domenica.
E sono state proprio quelle immagini ed il resoconto fatto dai testimoni oculari alle forze dell’ordine ad inchiodare alle sue responsabilità il pregiudicato 65enne Giuseppe Lacarpia, che ora deve rispondere di omicidio pluriaggravato nei confronti della moglie.
Nei 15 secondi del filmato realizzato si nota l’uomo a cavalcioni sulla donna al centro della strada a qualche metro dal veicolo completamente avvolta dalle fiamme. Lui tiene entrambe le mani premute sul petto della donna, che si dimena e batte ripetutamente un braccio sull’asfalto.
La donna, prima di morire, nell’Ospedale della Murgia ha accusato di fronte alla figlia ed alla presenza della Polizia, il marito quale autore dell’attentato che le stava per costare la vita. La Procura ha quindi emesso un decreto di fermo per l’uomo, accusato del grave reato e in ragione dei gravi e concordanti indizi di colpevolezza.











