Non solo si proietta verso una possibile legge nazionale, ma la proposta del governatore Emiliano di garantire un reddito di dignità ai cittadini in difficoltà, diventa anche una misura per prevenire le minacce terroristiche “alla luce dello scenario nel quale si trovano il paese e l’Unione europea”. Infatti, commenta Emiliano, oggi a Roma per la Conferenza delle regioni e delle province autonome: “Quando si affrontano problemi gravi di sistema, come la criminalità organizzata in Italia e il terrorismo in Europa, avere una coesione sociale che rafforzi il patto tra cittadini e Stato è di fondamentale importanza. Perché altrimenti si rischia che nei luoghi della sofferenza vadano a pescare gli elementi irrazionali della società – utilizzando la religione, le ideologie, gli estremismi – per minare la sopravvivenza stessa delle nostre istituzioni democratiche”.
L’idea inoltre è quella di spostare la proposta anche in una dimensione nazionale, visto che dello stesso avviso è il governatore della Toscana. “Oggi all’interno della Conferenza – ha dichiarato Emiliano a margine dell’incontro – si è aperta una discussione fortissima su una misura universale, che valga per tutti, di contrasto alla povertà. Il sistema che viene proposto in Puglia coincide con quello descritto dal presidente della Regione Toscana, ed è indubbiamente un punto di riferimento per una eventuale legge nazionale che doti l’intero Paese di un reddito di reinserimento sociale.
Intanto il cosiddetto Red (acronimo – che evoca colori noti alla politica – indicante il reddito di dignità) ha ottenuto il benestare delle associazioni, Arci, presidente Davide Giove, e Acli, presieduta da Antonio De Donno, che hanno aderito alla campagna nazionale “Miseria Ladra”. “Ci fa piacere che abbiano espresso non solo condivisione, – dichiara la consigliera per l’attuazione del programma, Titti De Simone – ma anche l’impegno ad avviare processi di innovazione sociale e a vigilare attentamente sugli elementi di attivazione delle misura. Sigleremo presto un protocollo di intesa con il Forum del terzo settore, per collaborare agli strumenti operativi della misura, rafforzando la governance territoriale insieme al mondo del no profit, e realizzando tirocini e percorsi di inclusione sociale e cittadinanza attiva”.










