Al tavolo, in cui vedete nella foto ritratte le sorelle Giulia e Gianna Giannini, erano seduti ieri mattina per la presentazione della 17° stagione dell’Accademia dei cameristi, la sua fondatrice e direttore artistico, Mariarita Alfino, l’assessore alle culture del Comune di Bari, Silvio Maselli ed il socio benemerito dei Cameristi, Nicola Sbisà.
Ha aperto l’incontro Mariarita Alfino che ha ricordo le finalità per cui è nata l’Accademia, produrre concerti che vedessero accostati giovani talentuosi di questa terra con affermati musicisti italiani di livello nazionale ed internazionale. Lo stesso Bruno Giuranna, che l’Alfino ha richiamato come grande e prezioso Amico dei Cameristi, ha condiviso questa visione ed ha parlato di “irruenza dei giovani, fusa nell’esperienza del senior”.
Nonostante l’amarezza dello scarso sostegno da parte dei cittadini e dell’altrettanto scarsa attenzione dei mass media, non è venuto mai meno l’impegno dei promotori del progetto e, così, quest’anno la stagione sbarca anche a Corato, per quattro appuntamenti di domenica mattina con i giovani coratini, a cui la locale amministrazione comunale mette a disposizione duecento biglietti, per ciascun incontro musicale. Il primo è previsto per domenica 20 dicembre. Il lunedì poi, per otto concerti, sarà l’Auditorium Vallisa che ospiterà le performances dei Cameristi. Primo concerto, ospite d’onore il grande violista Bruno Giuranna, in quartetto, il 14 dicembre. Straordinaria novità di quest’anno, i concerti dell’Accademia alla Vallisa saranno replicati il mercoledì successivo a Parigi, Edimburgo, Stoccarda, La Valletta, Amburgo, Bratislava, Vienna e Salisburgo. Sul finire dell’incontro l’Alfino riprenderà la parola precisando che l’Accademia dei Cameristi si sente ben accolta all’estero, ma appena tollerata a Bari.
Ha, quindi, preso la parola l’assessore Maselli, che dichiaratosi felice del fatto che la commissione di esperti, da lui insediata al comune, ha indicato l’Accademia dei Cameristi tra le prime istituzioni locali per il livello della programmazione, tra i 53 soggetti riconosciuti dal Comune, si è poi definito angosciato per il comportamento dei media, che non mancano mai di fomentare ed alimentare la polemica, quando addirittura non la seminano. Quind,i usando un eufemismo garbato afferma che a Bari la cultura stenta a diffondersi perché “ci vogliono innocenti e banali”, ovvero sempre e solo quelli delle “sgagliozze”. Garbato eufemismo, perché credo non ci vogliano “innocenti e banali”, ma deficienti e banali.
La domanda però è, o sarebbe, chi ci vuole così? Il potere evidentemente e quindi?
La classe politica e gli annessi e connessi comitati di affari, attaccati alle mammelle della città, che possono continuare indisturbati a succhiarne il latte ed anche il sangue, grazie allo stato d’ignoranza della popolazione. Verissimo assessore, ma non è che chi ricopre la carica di assessore sia un quisque de populo e possa attribuire ad altri, se non a se stesso, quelle responsabilità. “Da che pulpito viene la predica”, mi è venuto da pensare. Dimenticando per un attimo le proposte di fine anno dell’amministrazione, che dalla banale X Factor, degrada nel festival dell’ignorante col concerto Dalessio, non ho potuto non registrare picchi di alta demagogia:
A Nicola Sbisà, socio onorario del sodalizio barese, è toccato d’illustrare il programma. Questi, forte delle sue qualità di critico musicale e gastronomico de La Gazzetta del Mezzogiorno, ha sottolineato che, salvo nel primo concerto, c’è sempre nel programma un autore italiano. Ovviamente, non l’ha detto ma si riferiva evidentemente al solo programma barese, del quale ha aggiunto l’apprezzamento per lo spazio equilibrato offerto ai musicisti dei nostri tempi. Si è soffermato particolarmente su Menotti, di cui ha evidenziato le doti di organizzatore e promotore di stagioni musicali, di certo non seconde a quelle di compositore. In conclusione ha ripetuto più di una volta la previsione che i programmi scelti, non consueti e di rara esecuzione, saranno “gustati” dal pubblico. Ha fuso, così, in quel gustati il lessico del critico gastronomico, all’esperienza del critico musicale. Piaccia o no Nicola Sbisà è una delle memorie storiche della vita musicale barese.
Arrivando, pochi istanti prima che la conferenza stampa cominciasse, mi ero rammaricato della scarsa partecipazione di pubblico. Per la stampa ho visto solo Livio Costarella per La Gazzetta. Alla fine non l’ho rimpianto, visto che i presenti hanno preso tutti o quasi la parola, fortunatamente per brevi interventi. Un bel programma, obiettivi così fantasiosamente azzeccati, una programmazione che varcherà i confini nazionali, la bella cornice di Casa Giannini, avrebbero meritato molta più attenzione, sia da parte del pubblico, che di stampa e tv locali. Ha ragione, assessore Maselli, ci vogliono “innocenti” o deficienti “e banali”. Mariarita Alfino ci prova a darci Cultura (ndr. la maiuscola non è un errore di stampa). Per fortuna non è la sola, ma attenzione: chi lo fa, spesso è considerato qui “il nemico pubblico numero uno”.











