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Filosofia e scienza la ricetta di Luca Pani

Luca Pani, medico psichiatra, Direttore pro-tempore dell’Agenzia Italiana del Farmaco e Dirigente di Ricerca del CNR, nel suo ultimo libro “Prove di volo” veste i panni dello psiconauta.

In tenuta di Ian Solo delle menti, viaggia su un mosaico armonico di parole attraverso l’anima, al punto di voler grattare l’ultima pagina per continuare a leggerlo. Transfuga la coscienza col tentativo in riconoscerla, incontrarla e accettarla “Siate sinceri almeno con voi stessi e se intendete modificare il corso della vostra vita, quando incontrerete il Vostro Demone giocatevi tutto quello che avete e ditevi la verità.”

Il libro è una raccolta di editoriali della domenica che immagazzina  quello che gli occhi osservano, a volte impermeabili alla logica e filtrati dall’anima; e infatti è già un best seller: seimila copie in sei mesi. Leggendolo si resta impressionati dalle rivelazioni che si leggono in questo effetto “red bull”. Lì dove ci insegnano a tenere i piedi per terra uno psichiatra ci insegna a levitare. “Per vivere bisogna avere il coraggio di elevarsi” chiosa. E produce un manuale di istruzione per aiutarsi a mettere le ali.

Lo psicofarmaco, e lo asserisce un docente di farmacopsichiatria, non è un serotoninergico o un dopaminergico o cioccolata a prova d’endorfina – la felicità dura poco per definizione – ma è il sogno. Sognare aiuta tutti a trovare le soluzioni migliori.

Ma non si può dormire per sempre. Anzi, una  società che corre, insegue e non si dà tregua dorme sempre meno e sogna altrettanto. E pure se insegna a non tenere la testa tra le nuvole e ad ancorare i piedi al terreno tende a dimenticare le sue radici.

Pensare che la caratteristica più affascinante del DNA è commettere errori. Senza errori non ci sarebbero mutazioni e senza mutazioni non ci sarebbe l’evoluzione.

Nell’editoriale “Il coraggio delle chimere” Pani spiega che il DNA conserva 3miliardi di basi ma la natura conserva qualsiasi cosa compreso i genomi che non servono in quanto non sono codificanti. Perché? Perché è proprio quello che non serve più a codificare e a conservare la storia del codice genetico che ci ha preceduto.

“Prove di volo” scannerizza la società attuale e la analizza con perizia neurologica che coniuga concetto e immagine, ironia e disincanto; un trattato calvinista che rompe la crosta della scienza.

Viene prima la fedeltà o la lealtà?

“Bisogna essere leali e fedeli a se stessi. Io ammiro i cani; è un animale che resta sempre fedele a se stesso per questo riesce ad essere fedele al suo padrone”.

Se per vivere basta un sogno a cosa servono  allora gli psicofarmaci? Oltre la malattia lo scienziato invita a riconoscere nel bianco, nel nero e nel rosso i tre colori che sono vita, amore e morte. L’Eros è la spinta spirituale ed è quello che ci rende unici, ci sacrifica e rompe le consuetudini. Per uscire dal seminato e fare del sogno un motore di vita è essenziale l’amore. Può essere ricambiato o no ma è quello il sentimento che ti ribalta.

In questo libro che è uno straordinario elogio dell’errore è dimostrato: ci vuole fegato ad avere cuore.

Nel suo libro si discetta da Bacco a Dorian Grey. Quanto contano la lettura il viaggio conoscere quello che ci circonda, le cornici insomma, per affrontare l’immagine della propria coscienza? 

“Sicuramente il viaggio. Quello interiore  e quello esteriore che ti mettono in discussione. Mi rendo conto che la gente non ama più studiare e leggere; invece bisognerebbe cominciare a leggere da piccoli. Bisogna avere passione per la conoscenza, ma viaggiare dentro e fuori è fondamentale, altrimenti il nostro sapere resta un sapere arido.”

Scrive che la vita è un miracolo. È scritto anche nei testi sacri. Come si coniugano scienza e divinità?

“Si coniugano perché le più grandi spinte all’evoluzione vengono dalla religione. E senza il rischio di sembrare blasfemo, dico che non è necessario identificare la spiritualità con una divinità concreta o misurabile. La spiritualità è fondamentale perché genera le idee. E cos’è più immateriale e spirituale delle idee?”

Scrive: “L’ottimismo rende belli”. I farmaci per l’umore non sono che farmaci che agiscono su Sistema Nervoso Centrale? Esisterà mai un farmaco per l’anima?

Purtroppo no.

Eppure ci vuole fegato ad avere cuore. 

“Ci vuole fegato ad avere cuore è vero, ma ci vuole anche cuore ad avere fegato. Ci vuole sempre una combinazione di questi elementi. Cuore e intelletto. Esiste una combinazione dinamica di elementi in ognuno di noi. Esistono angeli e demoni; non dobbiamo pensare che la vita sia tutto bene o tutto male. È una battaglia continua quella che facciamo per migliorarci, come ci insegnano a filosofia, i testi sacri o le filosofie orientali. Oggi invece siamo in una società basata sull’estetica”

Troviamo nella chirurgia estetica la transustanziazione della bellezza…

“Esatto, è tutto basato sulla patina, ma dietro cosa c’è? L’inconsistenza delle cose.”

Leggendo il suo libro emergono la sapienza dello scienziato e la sensibilità di un poeta. Un coacervo ricchissimo di sinapsi che navigano dall’epica all’analisi. Cosa si augura pensi il lettore all’ultima pagina?

“Che voglia rileggerlo e soprattutto che voglia regalarlo. Questo è un libro c’è ho scritto per gli altri, noi spesso scriviamo per noi stessi. Quindi invito a comprarlo per gli altri perché ognuno possa in qualche modo ritrovarsi e identificarsi.”

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Maria Pia Ferrante
Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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