Ha origini leccesi il nuovo direttore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il professore Massimo Inguscio è stato investito dal ministro Stefania Giannini a sciogliere i nodi dell’ente della ricerca scientifica, deglj studi “ultaterreni” e “extraterreni” tra cui è previsto lo stop alla fuga di cervelli – che di fatto usa il 60% delle risorse in spese amministrative. Insomma un grande orgoglio direttamente proporzionale a una grande rogna.
Le prime affermazioni dello scienziato di fama mondiale – Inguscio è l’unico fisico italiano nella lista Thomson Reuters – sono dedicate al “reclutamento basato sul merito”. Una dichiarazione che fa supporre che così non sia sempre stato. Obiettivo? Fare della ricerca italiana un “fiore all’occhiello”. Traduzione? Ottimizzare le procedure di reclutamento attraverso concorsi efficienti.
Già direttore del dipartimento di Materiali e dispositivi, direttore del dipartimento Scienze fisiche e tecnologia della materia, nonché attuale presidente dell’Inrim (Istituto nazionale di ricerca metrologica) il professore ha anche sostenuti di voler puntare sì sulle risorse umane, ma anche sulla attivazione di sinapsi multiple con gli enti e i laboratori di ricerca. A ognuno la sua Croce, o la Santa Croce, come quella adiacente all’abitazione il neo direttore conserva nella sua Lecce.











