Il nodo gordiano delle pensioni italiane: come continuare a pagarle anche in futuro, se i beneficiari sono sempre di più e i contribuenti sempre di meno? Una domanda a cui non è per nulla facile rispondere. O forse sì: riducendo gli importi degli assegni pensionistici. Partendo da una certezza: invecchiare comporta degli svantaggi e tra le difficoltà che insorgono c’è quella del sostentamento economico degli anziani. In molti invocano la bacchetta magica. E forse esiste.

Nel libro “Nati con la pensione”, pubblicato da Il Mulino, Gustavo De Santis, che insegna Demografia nell’Università di Firenze, prospetta delle soluzioni in materia pensionistica che sembrano a portata di mano più di quanto si possa pensare. A giudizio dell’autore, innanzitutto bisogna smettere di pensare che il sistema previdenziale possa risolvere tutti i problemi della società, dalla disoccupazione alla senescenza dei lavoratori, dalle iniquità socioeconomiche al mancato raggiungimento della parità dei sessi. Occorre, poi, individuare con chiarezza i vari pezzi del puzzle pensionistico e comporli nella loro corretta disposizione. Ogni tessera trova così la sua collocazione e il quadro, come per incanto, si ricompone.

Nei vari capitoli del volume vengono passati in rassegna, tra gli altri temi, i sistemi previdenziali a capitalizzazione, la previdenza a ripartizione, contributo fisso e beneficio fisso, il sistema retributivo in Italia, la capitalizzazione virtuale e i suoi limiti, equità attuariale e redistribuzione, i tassi di sostituzione, equità intragenerazionale, evoluzione dell’età pensionabile. Per poi giungere alla concreta proposta, ossia il sistema IPAYGO, in cui si spiega come funziona, la sua sostenibilità, i dettagli e le varianti.

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