Applausi e discorsi inaugurali come nelle migliori tradizioni per l’apertura ufficiale della 88esima edizione della Campionaria Internazionale della Fiera del Levante di Bari.
“La Fiera del Levante – ha sottolineato il sindaco di Bari Vito Leccese nel suo primo passaggio con la fascia tricolore in Fiera – non è semplicemente un luogo né un’esposizione: è un rito collettivo che scandisce il tempo della nostra comunità, ne racconta la storia e ne interpreta le ambizioni. Per Bari e per la Puglia la Fiera del Levante è il tempo del passato, ma anche del futuro. Un futuro che racconta la determinazione e la capacità di un popolo del Sud che non si arrende alle difficoltà. Quel popolo che Tommaso Fiore, nei suoi colloqui con il piemontese Pietro Gobetti, descrisse come un popolo di formiche che avrebbe spaventato un popolo di giganti.
Applausi a scena aperta quando il sindaco ha salutato il governatore puglieseMichele Emiliano evidenziando che “questa città e questa regione devono molto” al suo “lavoro, forza e capacità di immaginare un futuro migliore: insieme siamo diventati da terra di periferia centro di innovazione e crescita”.
“Oggi, alla vigilia di un nuovo capitolo, sono sicuro che insieme sapremo trovare parole e idee nuove, perché, come questo luogo ci insegna, la storia non si dimentica né si cancella. La storia ci insegna a interpretare meglio il futuro”.
Per Emiliano oggi è stato l’ultimo discorso in Fiera. “Sono stati anni esaltanti, sin dalla prima volta nel 2004 quando Berlusconi mi disse “bel discorso, ma la prossima volta legga più lentamente se no non si capisce niente”. Ero spaventato e volevo a tutti i costi finire in fretta!”.
Tra i passaggi politici più rilevanti il Governatore ha sottolineato come “Possiamo dire di avere affermato un nostro modello di governo! Sin dal 2004, quando vincemmo le elezioni di Bari, abbiamo sempre vinto tutto e trasformato la Puglia in un’attrattiva ed interessante regione italiana del terzo millennio. Abbiamo voluto proporre un modello diverso da quello che in passato privilegiava la figura dell’uomo solo al comando che determinava tutto, persino chi dovesse essere il sindaco di un paesino. Leader isolati che, invece di generare fiducia, finivano per alimentare tensioni e spinte contrarie. Noi abbiamo scelto un percorso fatto di ascolto e partecipazione, convinti che le decisioni più solide nascano sempre da un lavoro comune”.
Ed ancora.
“Il metodo democratico che ha guidato il nostro agire in questi anni va preservato. Il vero lascito di questo percorso sta proprio qui, nel metodo partecipato che ci ha permesso di commettere meno errori di chi ci aveva preceduto e di crescere insieme. La Puglia deve rimanere una terra consapevole dei diritti di ciascun cittadino, dove ognuno possa esprimere liberamente il proprio pensiero e scegliere da che parte stare. E io voglio continuare a difenderla, anche da semplice cittadino”.
E sulle prossime elezioni regionali: “Ogni candidatura dovrebbe innanzitutto nascere da un programma solido, frutto di confronto, rispetto e partecipazione, e presentato con trasparenza alla comunità. E permettetemi di dirlo, siamo in colpevole ritardo su questo, nonostante l’esperienza che abbiamo consolidato. Mettiamoci alle spalle queste settimane difficili e contraddittorie, tra tensioni, gesti eccessivi e smarrimento. Dobbiamo ritrovare unità, serietà e senso del limite. Imparare di nuovo ad essere generosi e a mantenere la parola data”.



















