Due eventi lontani, l’uno dall’altro, 33 anni. Due “sbarchi” che hanno segnato, in maniera profonda, la terra di Puglia. Nel caldo agosto del 1991 avvenne l’attracco al molo Carboni del porto di Bari della Vlora, carretta del mare stracolma di profughi albanesi. Un avvenimento che funge da autentico spartiacque nella storia del Tacco d’Italia che viene messo sotto i riflettori della cronaca, dopo aver vissuto i decenni precedenti nella semioscurità. Il secondo evento è diametralmente opposto al precedente: nel 2024, i capi di stato delle grandi potenze economiche del mondo, meglio noto come G7, approdano nel resort di lusso di Borgo Egnazia. Una vetrina che, in tutto il globo, consacra definitivamente il brand Puglia come terra accogliente e massimamente vocata al turismo. Trentatrè anni fondamentali per una regione che ha saputo rialzare la china e porsi, in maniera vigorosa, nel firmamento delle destinazioni turistico – culturali più appetibili.
E proprio alla Puglia è dedicato un intero numero di “The Passenger”, raccolta di inchieste, reportage letterari e saggi narrativi che formano il ritratto della vita contemporanea di un luogo e dei suoi abitanti, pubblicata dalla casa editrice Iperborea. Si tratta di un’interessante collana in cui cultura, economia, politica, costume e curiosità sono visti attraverso la testimonianza di scrittori, giornalisti ed esperti locali e internazionali. Tante storie e diverse voci che compongono un racconto sfaccettato ed eclettico, per scoprire, capire, approfondire, lasciarsi ispirare.
Come si legge nella presentazione del volume dedicato alla Puglia, sovraesposizione mediatica, overtourism, la vittoria del plastico sulla regione in carne e ossa, il passaggio dall’accoglienza dei rifugiati alla hospitality per ultraricchi possono rappresentare due facce della stessa medaglia. Un trionfo planetario che rischia di contenere le cause stesse di una svolta in senso opposto.
Infatti, se l’ondata di rinnovamento che dal 2005 in poi ha ribaltato l’immaginario e la narrazione del territorio ha avuto indiscutibili effetti positivi, gli effetti conseguenti alla primavera pugliese hanno acceso dibattiti sull’autenticità e riflessioni sul paradossale ribaltamento dei valori.
In quasi 200 pagine, il volume pone i riflettori anche su alcune “ferite” mai curate, come il feroce caporalato subito dai braccianti, il vuoto occupazionale e i veleni lasciati dall’Ilva, l’ascesa della cosiddetta quarta mafia, oltre alla piaga forse più seria di tutte, ossia la morte di milioni di ulivi a causa dell’epidemia di Xilella.
I saggi contenuti del volume sono firmati da Nicola Lagioia, Sarah Gainsforth, Claudia Attimonelli, Daniele Rielli, Stefano Nazzi, Mario Desiati, Leonardo Palmisano, Andrea Piva, Valentina Petrini, Oscar Iarussi, Teresa Maria Rauzino, Gabriella Genisi, Valerio Millefoglie.




















