Per poter dare ufficialmente il via alla prossima campagna elettorale manca soltanto l’ufficialità per il centrodestra. Mentre Antonio Decaro è già partito a spron battuto, inaugurando comitati elettorali in tutta la Puglia e scrivendo il programma della coalizione di centrosinistra in un incontro pubblico nella giornata di ieri, all’insegna della discontinuità (più che altro formale che di sostanza) con il recente passato, dai partiti di centrodestra continua un silenzio colpevole ed irrispettoso dei propri elettori. Il nome scelto dal centrodestra per la corsa alla presidenza della Regione Puglia dovrebbe essere quello di Luigi Lobuono. A vent’anni dalla sfida con Michele Emiliano per la guida del Comune di Bari, l’imprenditore barese tornerebbe in campo per le elezioni regionali del 23 e 24 novembre, sfidando Antonio Decaro in una contesa che richiama inevitabilmente quella del 2004. Un esponente, dunque, della società civile che non dispiace nemmeno alla sinistra, dopo il dietro front di tutti i nomi politici che pure in queste settimane sono circolati, da ultimo quello di Mauro D’Attis, segretario regionale di Forza Italia.
Decaro ieri, commentando la possibile candidatura di Lobuono, ha infatti detto: “Se il candidato è Lobuono sono contento per la Puglia, Luigi è una bella persona, è un galantuomo. Ho avuto modo di conoscerlo negli anni in cui è stato presidente della Fiera del Levante e credo che lo conoscano anche i pugliesi per essere una persona perbene”.
Chi è Luigi Lobuono
Lobuono, classe 1955, appartiene a una famiglia di editori storicamente vicina all’area socialista, attiva nella distribuzione dei giornali e negli anni 2000 con partecipazioni nel quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. Sotto il simbolo del Polo delle Libertà, impostò la campagna su temi ambientali e di rigenerazione urbana, proponendo “un ambiente migliore” come priorità per Bari. Lobuono si fermò allora al 41,05% contro un Emiliano neofita della politica ma già favorito. “Immaginavo dei numeri importanti per il candidato del centrosinistra, ma pensavo si sarebbe arrivati a uno scarto minimo, quasi a un pareggio – dichiarò allora ai cronisti –. Le cose, ovviamente, bisognerà analizzarle con i dati reali, esaminando anche i voti di lista. Ma certo Emiliano ha avuto il vantaggio di fare campagna elettorale per otto mesi mentre a me è stato chiesto di candidarmi solo quaranta giorni fa”.
Perchè la scelta di Lobuono
Dietro la scelta del centrodestra, maturata dopo settimane di trattative e soprattutto con almeno un anno di ritardo per una campagna elettorale che si presentava già in partenza come complicata e molto difficile, con ogni probabilità c’è una precisa strategia: puntare su un profilo non di partito, ma di area civica, capace di parlare al mondo produttivo, agli elettori moderati e a quella fascia di pugliesi stanchi delle appartenenze ideologiche. Lobuono rappresenta un “ponte” tra la politica e la società civile. “La Puglia ha bisogno di tornare a produrre, non solo a raccontarsi”, avrebbe confidato ai suoi.
“Non voglio essere il candidato dei partiti, ma il presidente dei pugliesi”, ha detto nella sua prima dichiarazione pubblica, segnando il tono della campagna.











