L’europarlamento ha approvato nella serata di ieri alcune misure d’emergenza comunitarie per permettere l’importazione, per il 20016 e il 2017, di 70.000 tonnellate di olio d’oliva extra vergine tunisino “duty-free”. Hanno inserito delle salvaguardie che includono una valutazione intermedia sugli effetti di tali misure sul mercato agricolo europeo e la possibilità di aggiornarle nel caso si rivelassero nocive. È inoltre prevista la tracciabilità delle merci durante tutto il percorso.
La quota d’emergenza è stata approvata con 500 voti favorevoli, 107 contrari e 42 astensioni. Il testo dovrà ora essere approvato dal Consiglio europeo. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Ed in Italia, ed in Puglia in particolare che di olio d’oliva è uno dei maggiori produttori, la preoccupazione, trasversale, non è mancata. Il gruppo consiliare di Conservatori e Riformisti ((Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) ha diffuso una nota in cui si esprimono preoccupazioni per la decisione di Strasburgo.
“Quelle che erano solo preoccupazioni più volte sollevate – anche con un nostro ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 6 dicembre scorso – sono diventate una realtà e l’amarezza più grande è quella che nonostante la nostra pronta mobilitazione, ma anche quella delle associazioni di categoria, l’Europa è rimasta sorda agli appelli sulla difesa del Made in Italy, ma in modo particolare del nostro olio extravergine d’oliva”.
“Il 6 dicembre scorso – ricordano – tutti i consiglieri regionali della Puglia esprimevano la loro contrarietà all’inondazione di olio tunisino sui nostri mercati, a discapito dei nostri produttori agricoli, per altro nel Salento alle prese già con il problema della Xylella, quindi con il rischio di essere fortemente penalizzati sul mercato. Un appello unitario e trasversale totalmente inascoltato.
Non siamo contrari ad aiutare gli agricoltori tunisini che vivono sicuramente una situazione politico-economica difficile, ma chi aiuta gli agricoltori pugliesi? La nostra preoccupazione è che l’Europa finisca per essere più vicina all’Africa e meno all’Italia”.
Dello stesso tenore anche il consigliere del Pd Ernesto Abaterusso. “Una vera batosta per il settore olivicolo italiano e per tutto il Made in Italy. Una scelta che lascia un po’ di amaro in bocca, se solo si pensa che con l’ok di oggi l’Europa dimostra ancora una volta di avere più a cuore le sorti della Tunisia che non quelle dei suoi Stati membri. E, sebbene la decisione presa dalla Commissione Europea muova dal nobilissimo intento – del tutto condivisibile – di aiutare l’economia di un paese da tempo flagellato da una grave situazione politico-economica, trovo che aumentare la quota di olio, non gravata dalle imposte doganali, rischi da un lato di non produrre alcun beneficio effettivo sull’olivicoltura tunisina e dall’altro di far crollare il prezzo del nostro prodotto, incentivando così i fenomeni di miscelazione e contraffazione che danneggiano gravemente l’extravergine made in Italy e tutto il comparto agricolo da tempo in profonda crisi”.
Si unisce al coro anche Domenico Damascelli di Forza Italia. “A Strasburgo varato il pacchetto d’aiuti alla Tunisia. Bene, ora qualcuno ci dica chi aiuterà gli agricoltori pugliesi, primi produttori d’olio extravergine d’oliva di tutto il nostro Paese”.
“Per le nostre aziende –aggiunge Damascelli – produrre è diventato come navigare col vento contrario. Non solo la Puglia vive il dramma della Xylella e le contraffazioni e le frodi sono all’ordine del giorno, mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle realtà imprenditoriali agricole. Non solo i nostri produttori sono tartassati dalle tasse e reggono a stento, tra mille sacrifici, la concorrenza straniera. Dalla nostra, abbiamo solo la grande professionalità e l’altissima qualità dell’olio pugliese che immettiamo sul mercato. Non c’era davvero bisogno di un’altra stoccata ferocissima al mercato italiano ed il governo Renzi non ha espresso una sola parola per la tutela del Made in Italy.











