HomePoliticaDi Stefano, Roma l'Italia e l'Europa viste da Destra

Di Stefano, Roma l’Italia e l’Europa viste da Destra

Non usa mezzi termini, non gli piace il concetto di “moderati” ed è sideralmente lontano da tutto ciò che può considerarsi “Patto del Nazareno”. Lui è Simone Di Stefano, che oltre ad essere vicepresidente di CasaPound e presidente di Sovranità, è in campo come Sindaco della sua città. Roma, quest’eterna Capitale che mai come oggi vede una guerra a destra al suo interno.

Mentre batte ogni quartiere, si concede una intervista fiume per i lettori di Puglia In.

Simone Di Stefano che fine ha fatto il contenitore politico che vi traghettava verso Matteo Salvini? “Sovranità” s’è arenata?

“Sovranità esiste ancora e sta operando sul territorio. Ovviamente l’esperienza nasceva per consentire a CasaPound di avere un soggetto per parlare di alleanze e progetti comuni, che attualmente non ci sono. Quindi Sovranità continua a lavorare sul territorio e prende un pubblico sicuramente diverso da CasaPound ma perfettamente sovrapponibile”.

Pensa che il progetto lepenista sia sfumato?

“E’ sfumato perché Salvini e Meloni non hanno il coraggio di avere un dialogo con noi, questo è abbastanza chiaro, lo ha detto lei, lo ha detto lui, e prendiamo atto. Non c’è la voglia di farlo, continuano a guardare al centro ed ai moderati.”

 Nemmeno con Storace è possibile una intesa?

“Con Storace abbiamo chiesto pubblicamente e personalmente di sostenere la nostra candidatura in un ticket Di Stefano Sindaco – Storace vice Sindaco.”

Il contrario, no?

“Il contrario non è possibile perché se lui sostiene CasaPound dà l’idea di una vecchia esperienza della destra sociale che si mette a disposizione di un progetto giovane, altrimenti sarebbe il partito degli ex colonelli, ex ministri ed ex tante cose.”

E’ ancora Silvio Berlusconi il leader a livello Nazionale del c.d. “polo moderato”?

“Non vorrei chiamarlo Dittatore, prende tutte le decisioni nel centrodestra e finché sta in piedi, decide tutto lui. Poi lui non è più il leader dei moderati, ma lo è Renzi. Quindi i moderati votano Renzi al Governo, Marchini a Roma, e non li smuovi da questa visione. Il problema è che sono una fetta così esigua di elettori che non influiscono. Noi dobbiamo riportare alle urne gli incazzati, quel 50% di elettori che non vota.”

CasaPound alle Europee ’14 ha appoggiato Mario Borghezio, facendolo eleggere. Sono ancora saldi i rapporti?

“Al momento no. In una recente intervista ci ha ringraziati, ma il rapporto politico non ci può essere con chi non rappresenta il collegio che lo ha eletto, in questo caso il Centro-Sud. Tuttavia è proprio il rapporto con la Lega attualmente compromesso”.

Perché votare Di Stefano? Che sia fuori gli schemi, è assodato.  Ma come cambierebbe la Capitale?

“Questa è una città che va cambiata a ‘calci’, l’approccio dei 5stelle che vorrebbero cambiare la Capitale con l’onestà, con i ricorsi, con le carte, è completamente fallimentare. Per quanto riguarda gli altri, Meloni ha già amministrato per 5 anni con Gianni Alemanno e si potrebbe presentare ai romani dicendo cosa ha fatto, piuttosto di cosa farebbe. La sinistra neanche la calcolo perché chi vota ancora il Partito Democratico è un masochista, e infine abbiamo i costruttori romani con Alfio Marchini. Si candidano direttamente in prima persona senza la necessità di corrompere il Sindaco eletto, mettendogli milioni di euro in mano.”

“Votare Simone Di Stefano significa votare un uomo forte, a differenza degli altri che fanno i balletti della politica. Votare un movimento che i problemi gli ha già risolti. Abbiamo fatto chiudere qualche centro di accoglienza e smantellato mercatini Rom, senza essere presenti in Consiglio Comunale. Senza avere eletti noi le cose le facciamo già, e quindi votare una impostazione d’azione. Metaforicamente dobbiamo entrare a gamba tesa per cambiare radicalmente la città.

A Roma in Via Napoleone III – civico 8, c’è la vostra Sede Nazionale nata per “Occupazioni abitative”. Da Sindaco o consigliere comunale della città, quale sarebbe il suo approccio verso le occupazioni abusive?

“Le occupazioni abusive fatte dagli italiani che hanno necessità sono un conto, le occupazioni abusive fatte dai centri sociali per dare casa agli immigrati sono un altro paio di maniche, e ancora diverse sono le occupazioni di chi ha già altre case, e quindi occupa in maniera disonesta. C’è una grossa differenza insomma, a Roma c’è fame di case, non se ne costruiscono di popolari da 50 anni, e quindi è ovvia questa situazione”.

Non sarebbe meglio creare un percorso legale per evitare queste situazioni?

“L’unica maniera per evitare queste situazioni è la costruzione di nuove case popolari. Nel nostro programma c’è la volontà di costruire due quartieri. Già sono state individuate le aeree, abbiamo i progetti e sappiamo come fare. Vogliamo due nuove “Garbatella”, non “Corviale” o “Bella Monaca” di edilizia sovietica per intenderci, e finché non ci saranno questi due nuovi quartieri l’emergenza abitativa ed il mercato immobiliare non miglioreranno. Questo deve fare l’Amministrazione comunale come prima cosa.

In sintesi, noi pensiamo ci sia bisogno di almeno 10mila alloggi da dare agli italiani per far ripartire il sistema. Parlare di sgomberi fino ad allora è fuori discussione, gli unici che vogliamo sgomberare sono gli stranieri senza titolo per stare nel nostro Paese ed i centri sociali”.

 Ha ancora senso parlare di “destra” vs “sinistra”? Non ha l’impressione anche lei di vivere in una grande bolla ove i maggiori partiti italiani, grosso modo, sui temi portanti la pensino in egual maniera?

“Per me ormai lo scontro è tra chi è a favore della globalizzazione e chi invece sta dalla parte delle Nazioni, delle identità, dei popoli e dei confini. Noi siamo nazionalisti e siamo considerati di destra, ma allo stesso tempo ti dicevo vogliamo le case popolari e questo è considerato sinistra. Quindi è vero che le etichette per com’erano state impostate non hanno più senso, però c’è chi sta dalla parte dei popoli e chi dell’usura e delle Banche.

Per esempio noi siamo stati anche al Family Day, dicendo che un bambino ha bisogno di una madre ed un padre, ma che comunque restiamo a favore di un riconoscimento da parte dello Stato delle coppie omosessuali. C’è una differenza netta con un mondo che dice di essere di destra ma poi resta agganciato a visioni molto antiquate della morale, dell’etica. Non è tutto definito. Si può essere identitari e Nazionalisti senz’essere ultrareligiosi.”

Papa Francesco non è “ultra religioso”, ad esempio…

“Meno male che ce ne stanno due di Papi, meglio quello emerito. Papa Francesco che bacia i piedi agli islamici, è una immagine che si commenta da sola.”

Nascerà la Lega Nazionale? Come giudica il progetto “Noi con Salvini”?

“Noi auspichiamo che questo progetto prenda piede. Attualmente Matteo Salvini è incastrato tra il suo progetto Nazionale ed i vecchi leghisti che lo avvisano non scenderanno sotto Viterbo. Finché non rompe con i vecchi leghisti della ‘Padania Libera’ difficilmente cambieranno le cose.

Se lo farà, ognuno sarà libero di parteciparvi. Se ci sarà, ci saremo. Nessuno potrà sbatterci fuori dalla porta, però bisogna vedere se c’è la volontà di fare le cose sul serio.

Quando sento dire: “Quelli di CasaPound no perché sono i mostri brutti e cattivi”, sento puzza di moderatismo. La Le Pen va avanti da sola senza strizzare l’occhio a Sarkozy. L’Europa è piena di movimenti nazionalisti che vincono perché non stanno lì a sperare di intercettare il voto moderato. Quando affermano che siamo troppo forti, capisco c’è l’intenzione di rimanere nel vecchio centro-destra.

Se Salvini va avanti da solo e ‘spacca tutto’, noi ci siamo. Altrimenti se deve fare i passetti ed i balletti moderati, non ci interessa.”

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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