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Le truffe sono un reato odioso e devastante per chi le subisce, perchè oltre al danno economico, spesso anche rilevante, la vittima spesso, troppo spesso, viene presa dal senso di colpa di essere caduta nel raggiro, tanto palese quando viene svelato.
Ed in Italia, secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, a farne le spese sono sempre più spesso gli anziani, bersaglio facile per i malintenzionati soprattutto quando abitano da soli. In soli due anni – dal 2012 al 2014 – , gli over 65 le vittime di truffa sono passati da 300 mila a 340 mila.
E’ necessario, allora, conoscere le tipologie di truffe più diffuse, per provare a difendersi da criminali sempre più spregiudicati ed in grado, per davvero, di distruggere in pochi minuti la vita e le fatiche di tanti anni di lavoro.
Ecco, allora, alcuni esempi delle truffe più diffuse ed alcuni brevi (e forse anche banali) consigli per evitare di cadere nelle trappole. Con l’avvertenza, sempre fondamentale, di avere sempre la prontezza e mai la paura, in caso di dubbi, di avvertire le Forze dell’Ordine.
Le cinque truffe più comuni in Italia
I falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom…
Ogni giorno siamo pericolosamente circondati di falsi dipendenti. Cercano di entrare in casa spacciandosi per funzionari dell’Inps, dell’Enel, della Telecom, ma anche falsi elettricisti, poliziotti o idraulici. Quando individuano un anziano che vive solo, i truffatori cercano di introdursi nella sua casa presentandosi con finte qualifiche professionali e presentandosi come solutori di problemi gravi ed urgenti. Il passo successivo è, distraendo l’anziano con proposte di risparmio o contratti vantaggiosissimi, tendono a proporre falsi contratti da sottoscrivere con anticipi in denaro (vero). Di solito poche decine di euro, ma che lasciano l’amarezza di essere stati presi in giro (senza risolvere il proprio eventuale problema burocratico o amministrativo).
La truffa delle banconote
I truffatori, di solito in coppia e vestiti in maniera impeccabile, entrano in azione quando l’anziano va alla posta o in banca a ritirare del denaro o la propria pensione. Appena uscito dall’istituto i malfattori lo intercettano, presentandosi come dipendenti dell’agenzia incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Il falso dipendente-truffatore finge allora di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e scambia le banconote vere con quelle false. Una truffa difficile da combattere e spesso messa in azione nel giro di pochissimi secondi.
La truffa del pacco
I truffatori si presentano a casa della anziana vittima, ed affermano di dover consegnare un pacco, con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirare il pacco, però, è necessario il pagamento di una somma di denaro. Molto spesso nel pacco non c’è assolutamente nulla, ed il denaro pagato dagli anziani finisce nelle tasche dei delinquenti.
La truffa della lotteria
La truffa arriva via posta: la vittima riceve una lettera (o una email) che annuncia la vincita di un premio ad una lotteria. Per riceverlo, però, l’anziano deve inviare dei soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro. Anche qui è facile cadere nel tranello, soprattutto quando viene sottolneato che il biglietto acquistato è nelle mani di un figlio o di un parente.
Finte donazioni o eredità
Anche in questo caso i truffatori agiscono in coppia e spiegano all’anziano che, per entrare in possesso di una donazione o dell’eredità ricevuta da qualche fantomatico benefattore, è necessario perfezionare l’atto di trasferimento presso un notaio. Il notaio, ovviamente, esigerà il pagamento di una parcella e i delinquenti accompagnano la vittima a ritirare i soldi e poi fingono di portarla in auto dal notaio. Poi, con un pretesto, l’anziano viene fatto scendere dall’auto e i truffatori fuggono col denaro.
Alcuni (semplici) consigli antitruffa
Le forze dell’ordine
Polizia, carabinieri e guardia di finanza operano di norma in coppia e con la divisa d’ordinanza. Prima di aprire la porta, sono tenuti a presentarsi con nome, compagnia di appartenenza, credenziali e tesserino. E’ sempre bene controllare il tesserino e verificare che in strada sia parcheggiata l’auto di servizio. In caso di dubbio occorre telefonare alla Compagnia o Stazione di appartenenza.
Non bisogna aprire la porta a sedicenti agenti in borghese, che spesso chiedono di entrare di fretta e con la scusa di dover controllare l’appartamento perchè quelli vicini sono stati svaligiati dai ladri.
I finti dipendenti
Enti e aziende pubbliche e miunicipalizzate come Inps, Inail e Asl non hanno personale che faccia visite a domicilio, quindi non bisogna aprire la porta a chi si presenta come ispettore per accertamenti sul ticket sanitario, controllo documenti o annuncio di rimborsi o ancora multe improvvise da pagare. Aziende di servizi come gas, acqua e telefono non arrivano mai senza prima annunciarlo telefonicamente, specificando all’utente l’ora e il giorno della visita e le ragioni dell’intervento.
I criminali in borghese
Non esiste una “divisa” da truffatore. Spesso avvicinano le proprie vittime vestono in modo elegante ed impeccabile. Usano modi gentili ma decisi e cercano di disorientare la vittima con le chiacchiere. Spesso assumono informazioni sulla vittima, conoscono il suo nome e fingono di conoscere anche i figli o altri parenti. Anche in questo caso un controllo è sempre opportuno. Chiamate i figli o i parenti.
I volontari
Spesso i malintenzionati si presentano come volontari della parrocchia o di associazioni di beneficenza o di comitati promotori di feste patronali e sagre di paese. È bene ricordare che questi enti raramente inviano volontari porta a porta e di solito lasciano opuscoli nella cassetta della posta o avvisi negli androni del palazzo. In caso di questua le richieste sono sempre volontarie e non non forzate, e si limitano a qualche euro.
La pensione
Quando ci si reca a prelevare la pensione o a ritirare dei soldi al bancomat è opportuno evitare di andare durante l’orario di punta, e possibilmente farsi accompagnare da qualcuno. Dopo il ritiro, attenzione a non farsi distrarre da sconosciuti mentre si maneggia il denaro. Mettere sempre in ordine il denaro nel portafoglio o nella borsa (ben chiusa) prima di uscire dall’ufficio o dallo sportello del bancomat. Fuori dagli uffici postali è bene non farsi convincere a dare le banconote a sedicenti dipendenti che dicono di voler controllare se siano false o se l’importo consegnato è corretto. Eventualmente rientrare e chiedere di parlare con un responsabile per verificare la richiesta. Se possibile farsi accreditare la pensione sul proprio conto corrente ed evitare di prelevare mensilmente l’importo in contante.
Al bancomat
Al momento del prelievo, attenti che nessuno sia in grado di vedere il codice personale e, appena prelevato il denaro, non farsi distrarre. Non scrivere il codice su foglietti in evidenza, e comunque MAI scritto sul retro della scheda. E’ consigliabile nascondere il proprio pin all’interno della rubrica del proprio telefono, con un riferimento ad una persona palesemente fasulla e comunque all’interno di un numero “credibile” (per esempio: Zia bIanca 333-xxxxx333.
Come comportarsi
I truffatori si comportano sempre in modo molto gentile e spesso le vittime cadono nella trappola perchè temono di risultare maleducate. La paura di offendere spesso per gli anziani diventa un fattore di rischio: in questi casi è opportuno rispondere in maniera cortese ma decisa e non avere paura di controllare le credenziali del proprio interlocutore con una telefonata. Spesso questo è sufficiente per far desistere gli eventuali truffatori.
I numeri di emergenza 112, 113 o 117
Ogni volta in cui ci si sente minacciati, è importante chiamare subito aiuto, senza temere o vergognarsi. Meglio un falso allarme che una truffa subita.











