“E’ costata cara ai pugliesi (cittadini e imprenditori) la campagna elettorale del centrosinistra! Dalla Sanità alle Attività produttive non si è badato a spese, solo che a pagare sono i pugliesi che si ritroveranno con più tasse regionali, meno servizi sanitari e meno investimenti alle aziende. Perché alla luce degli ultimi eventi è evidente che il buco nella sanità (369 milioni di euro) e il blocco degli investimenti (per oltre un milione di euro) sono stati provocati fra il 2024 e 2025 esclusivamente per alimentare un clientelismo elettorale che poi ha portato il centrosinistra a vincere grazie a una gestione regionale che ha girato la testa di fronte a grandi sprechi, ma anche a spese folli che potevano essere maggiormente razionalizzate: dalle strutture sanitarie, ospedali e reparti, tenuti in piedi in maniera antieconomica solo per consentire a qualche esponente di centrosinistra di farsi campagna elettorale alle assunzioni e internalizzazioni a gogo e a spregio delle direttive Anac, ad accordi integrativi milionari, ad amici degli amici (imprenditori di vari settori) che da anni vivono a sbafo alle spalle della Regione e quindi a carico dei cittadini che intanto già pagano un euro per ricetta medica, mentre l’Irap è 4,82% mentre l’Irpef oscilla fra 1,33 e 3,58% per i redditi più alti, sui quali si pensa di agire aumentandola”.
Questo il duro commento del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che questa mattina ha commentato duramente la situazione finanziaria pugliese che, tra Sanità e blocco degli investimenti, è decisamente sotto pressione.
“Come Fratelli d’Italia . hanno sottolineato i consiglieri intervenuti a Bari – invitiamo il presidente Antonio Decaro e la sua maggioranza ad avere il coraggio e la responsabilità di chi è chiamato a governare una Regione importante come la Puglia! Se in un anno si ‘consumano’ 369 milioni di euro, chiediamo che vengano in aula (abbiamo chiesto una seduta monotematica) per dettagliare la spesa e a spiegare, prima, quali decisioni intendono prendere. Non solo, è anche arrivato il momento che di questo disastro si conoscano gli autori. Su queste colpe abbiamo notato (anche nel caso del blocco degli incentivi) uno strano silenzio da parte di Decaro: la colpa è del Governo Emiliano? E se così fosse intende, comunque, confermare Michele Emiliano come suo consigliere personale?”
Ma come intervenire per cercare di migliorare la situazione? Bastano i proclami o serve ben altro? Per i consiglieri meloniani la strada è chiara: “per risanare le voragini bisogna iniziare prosciugando l’enorme sacca di sprechi. Tanti ne abbiamo denunciati, e continueremo a farlo: macchinari acquistati ma in attesa di essere installati da anni; cantieri aperti per milioni di euro e mai finiti; lavori di ristrutturazione interrotti o da rifare; progetti finanziati e ripensamenti in corso d’opera; spesa farmaceutica fuori controllo; mobilità passiva in aumento per l’impossibilità di curarsi in Puglia; protesi d’oro senza un centro unico di acquisto regionale; reparti ristrutturati ma vuoti. Siamo pronti a fornire una lista dettagliata, Decaro dimostri che la Puglia con lui ha davvero voltato pagina, altrimenti la sensazione è che il ‘libro’ che abbiamo iniziato a leggere in questo inizio di legislatura sia ben peggiore di quello precedente per le tasche dei pugliesi”.











