I lavori di ripavimentazione dei Marciapiedi perimetrali intorno a Piazza Umberto di Carbonara, sono terminati qualche mese fa. Stessa cosa per i lavori di ripristino delle basole di corso Vittorio Emanuele, via Massari e del rifacimento delle caditoie per la raccolta di acqua piovana, sempre intorno alla piazza Umberto.
In questi mesi, cittadini e residenti hanno vissuto numerosi disagi, soprattutto quello della viabilità e della ricerca disperata di un parcheggio.
Da tenere presente che i posti auto disponibili per i residenti, erano insufficienti già prima dell’apertura dei cantieri.
Nonostante tutto, pur di vedere strade e marciapiedi riqualificati, i cittadini e i commercianti hanno atteso e sopportato pazientemente il termine dei lavori. Il danno maggiore lo hanno subito le attività commerciali della piazza, soprattutto i bar che avevano arredato l’area antistante i loro locali, con gazebo, tavolini e fioriere. Arredamenti, che sono stati costretti a smantellare dopo poco tempo. “non abbiamo avuto neanche il tempo per ammortizzare le spese del gazebo. Eppure avevamo tutti i permessi previsti dal regolamento comunale” dichiara il proprietario di un bar. “in poco tempo abbiamo sostenuto una doppia spesa. ho pagato per installare il gazebo e ho dovuto ripagare per farlo togliere. Si può fare una cosa simile?” queste sono state le parole di un altro barista.
Ma per non farsi mancare niente, al danno si aggiunge la beffa. I lavori realizzati, come si usa dire in questi casi, molto probabilmente “sono stati fatti con i piedi” e quindi vanno rinnovati e a farne le spese, come sempre sono i baresi. Andiamo con ordine.
Diverse basole sistemate in corso Vittorio Emanuele, stanno cedendo e si sono già sconnesse, rappresentando così, un pericolo per i pedoni. Sempre su corso Vittorio Emanuele, via Massari e su alcuni tratti dei marciapiedi ripavimentati poco tempo fa, in questi giorni si sta scavando per installare dei tubi dell’acquedotto pugliese; a ridosso della stessa piazza, tra via Vela, via Venezia e via Antonio Quaranta c’è un cantiere fermo da prima di natale.
A bloccare i lavori ci si è messa anche la burocrazia, Infatti i lavori non vanno avanti a causa di un contenzioso aperto dal comune di Bari, nei confronti della ditta appaltatrice che, a quanto pare non ha rispettato le condizioni contrattuali.
Solitamente, un cantiere aperto è segno di miglioramento e sviluppo della città ma, se i lavori sono diffusi qua e la, vanno oltre il tempo previsto, non rispettano i contratti o peggio ancora, servono per riparare un qualcosa fatto male, questi vznno solo a complicare la vita ai cittadini.













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