HomeAmbiente e ScienzePrimavera delle Oasi WWF: in Italia scomparse 3 zone umide su 4

Primavera delle Oasi WWF: in Italia scomparse 3 zone umide su 4

Lagune, stagni, paludi, torbiere e risorgive sono tra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità del Pianeta ma anche tra i più minacciati. In Italia, tre zone umide su quattro sono già scomparse e quasi il 40% di quelle rimaste è in stato di conservazione inadeguato. Un’emergenza ambientale che si traduce in eventi climatici estremi più intensi, maggiore siccità e perdita di biodiversità. Da questi dati continua la Primavera delle Oasi WWF, l’iniziativa nazionale che riapre al pubblico oltre 100 aree protette e che, in vista della Giornata Mondiale degli uccelli migratori del 9 maggio, racconta il ruolo centrale che le Oasi WWF svolgono da oltre mezzo secolo nella tutela di questi ecosistemi fragili.

Come ricordato nella prima parte del report “Effetto Oasi”, le zone umide occupano una porzione limitata del territorio nazionale ma svolgono funzioni vitali: assorbono l’acqua in eccesso durante le piogge intense, riducono il rischio di alluvioni, contrastano la siccità, migliorano la qualità delle acque e contribuiscono a mitigare il cambiamento climatico grazie alla loro capacità di stoccare carbonio. La loro distruzione ha quindi effetti diretti anche sulla sicurezza delle persone.

Il declino delle zone umide è strettamente legato alla perdita di biodiversità: anfibi, pesci d’acqua dolce e numerose specie di uccelli sono oggi tra i gruppi più colpiti. Eppure questi ambienti restano veri hotspot di biodiversità, paragonabili per ricchezza di specie alle foreste tropicali, e rappresentano aree indispensabili per milioni di uccelli migratori lungo le rotte euro-africane.

Oasi custodi delle zone umide

La storia è iniziata 60 anni fa con il Lago di Burano in Toscana: una zona umida minacciata da caccia e degrado che diventa la prima Oasi WWF in Italia. Una scelta coraggiosa, voluta da Fulco Pratesi e dai pionieri dell’Associazione, che segna l’inizio di un modello fondato su azioni concrete di conservazione. Oggi il Lago di Burano è una Riserva Naturale Statale di oltre 400 ettari, sito Ramsar e punto di riferimento per la tutela degli uccelli acquatici, con più di 300 specie censite.

Negli anni, questo approccio si è evoluto e le Oasi WWF sono oggi risorse essenziali per salvare le zone umide: non solo protezione, ma rigenerazione attiva degli ambienti degradati attraverso interventi di restauro ecologico, gestione idraulica sostenibile e recupero degli habitat. È la direzione indicata anche dalla Nature Restoration Law dell’Unione Europea, che per la prima volta introduce obiettivi giuridicamente vincolanti di ripristino degli ecosistemi entro il 2030, con tappe al 2040 e 2050. E proprio le zone umide figurano tra le priorità del regolamento. Il WWF gestisce un sistema di oltre 100 Oasi in tutta Italia, 78 delle quali comprendono zone umide, aree che ospitano ben 11 dei 66 siti Ramsar italiani, riconosciuti di importanza internazionale.

Specie simbolo e risultati concreti

In Italia, il sistema delle Oasi WWF svolge un ruolo strategico nella tutela di questi ambienti e delle specie a essi legate, spesso veri indicatori dello stato di salute degli ecosistemi. Qui si lavora per ricostruire interi ecosistemi, creando le condizioni per il ritorno di specie simbolo come la testuggine palustre europea (Emys orbicularis), oggi al centro di interventi di recupero come il progetto LIFE URCA PROEMYS, che prevede ripristino degli habitat, controllo delle specie aliene e reintroduzioni controllate.

Anche il pelobate fosco (Pelobates fuscus insubricus), anfibio endemico e in pericolo secondo la IUCN, e la rana di Lataste (Rana latastei), specie esclusiva della Pianura Padana, sono tutelati grazie alle azioni condotte nelle Oasi WWF, tra cui Baraggia di Bellinzago, Bosco di Vanzago e Le Bine. Qui sono attivi programmi di riproduzione, rinaturalizzazione e monitoraggio nell’ambito di progetti come LIFE GESTIRE 2020.

In alcune Oasi, queste e altre specie un tempo prossime alla scomparsa sono tornate a riprodursi in natura, dimostrando che la conservazione funziona quando si interviene sulle cause profonde del declino.

Ricercatori in prima linea

La protezione delle zone umide passa anche dalle persone. Tra le protagoniste di questo impegno c’è Stefania D’Angelo, direttrice dell’Oasi WWF Lago Preola e Gorghi Tondi in Sicilia, recentemente selezionata dalla Convenzione di Ramsar tra le 12 donne che a livello globale stanno guidando la tutela delle zone umide. Un riconoscimento che racconta il lavoro silenzioso ma determinante di molte donne che ogni giorno operano nelle Oasi WWF in tutta Italia. Questa area protetta in particolare, prima dell’arrivo del WWF (1999) era caratterizzata dal degrado. Grazie al lavoro di Stefania, inoltre, i ricercatori hanno stabilito che la testuggine palustre che abita gli specchi d’acqua è una specie (o sottospecie) endemica, Emys trinacris, che vive solo in Sicilia.

Gli appuntamenti per scoprire le zone umide

La Primavera delle Oasi WWF propone un ricco programma di eventi dedicati alle zone umide e all’osservazione degli uccelli migratori, ospitati nelle principali oasi palustri e lagunari italiane. In occasione della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, sono in programma numerose visite guidate, workshop e attività di birdwatching. Sabato 9 maggio, ad esempio, appuntamento con il “laboratorio stagni” dell’Oasi WWF Ca Brigida in Emilia-Romagna e apertura dell’Oasi Levandina alla scoperta delle anse del fiume Lambro in Lombardia, mentre domenica 10 maggio si terranno l’incontro dedicato alla lontra nell’Oasi WWF Lago di Campolattaro, una visita guidata all’Oasi Le Cesine in Puglia per esplorare la laguna costiera, l’escursione guidata “Dal Ceriolo a Patanella” nella Laguna di Orbetello in Toscana, l’appuntamento dedicato allo stagno e i suoi abitanti all’Oasi di Macchiagrande nel Lazio. Sabato 16 maggio il WWF Lodigiano Pavese organizza una visita gratuita al bosco e al fontanile dei Canonici, Oasi gestita dal WWF e da altre associazioni locali, mentre domenica 24 a Le Cesine in Puglia la giornata è dedicata al censimento e riconoscimento delle orchidee spontanee nel periodo della loro fioritura. Le iniziative proseguiranno fino al 2 giugno con passeggiate naturalistiche e momenti di approfondimento dedicati alla tutela degli habitat acquatici e delle specie che li abitano.

Qui tutti gli appuntamenti>> https://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/primavera-delle-oasi/

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