Donald Trump non lascia di certo indifferenti. Quando si parla di lui appare necessario e fisiologico effettuare una scelta di campo. O si è con lui o si è contro di lui. Non si può restare neutrali. È il suo stesso modo di agire, il personaggio che incarna, che fa vedere tutto nero o tutto bianco, il grigio, quindi, non esiste. Ma come nasce Trump? Come conquista il suo potere? Com’è diventato, per la seconda volta, presidente degli Stati Uniti d’America? Quali sono i retroscena delle gesta che, nel bene e nel male, stanno cambiando il mondo e, soprattutto, l’Occidente?
Nella sua venticinquesima fatica letteraria, Antonio Caprarica risponde a molte delle domande che in tanti si fanno su Trump. Nel libro “Il bullo”, pubblicato da Piemme, il noto giornalista nativo di Lecce svela e rileva la nascita delle fortune di Trump, rampollo di una famiglia immigrata dalla Germania che ben presto diventa “palazzinaro” e protagonista del jet-set newyorkese prima di scendere in campo nell’agone politico. Una scalata straordinaria verso l’agognato potere che Caprarica racconta nei dettagli grazie all’ampia esperienza maturata in prima linea: per quasi quindici anni popolarissimo corrispondente della Rai da Londra, dopo aver lavorato per la Rai come inviato di guerra in Afghanistan e Iraq, poi corrispondente da Gerusalemme, Il Cairo, Mosca, Parigi. La vasta esperienza accumulata nei molti anni di reportage televisivi dall’estero, arricchita dalla sua profonda conoscenza della società britannica, fa di Caprarica uno degli osservatori più informati e autorevoli degli affari internazionali, avendo anche lavorato nella carta stampata, come commentatore politico dell’Unità e di Epoca e poi condirettore di Paese Sera, e in radio, come direttore dei giornali Radio Rai e Radio 1.
Caprarica non fa di certo sconti a Trump, nelle pagine del suo libro mette nero su bianco tutto il vissuto di un uomo che intende rendere di nuovo grande l’America, che sta “riscrivendo” le regole del diritto internazionale, che si schiera su più fronti di guerra ma che, allo stesso tempo, aspira a vincere il premio Nobel per la pace.
L’autore prende per mano il lettore e lo coinvolge nella mai scontata corsa verso il potere di Trump. Mai come in questo caso sarà la storia, a posteriori, ad emettere l’ardua sentenza nei confronti del Tycoon.











