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Un vero e proprio terremoto giudiziario ha colpito il Consorzio ASI di Bari e la società partecipata “ASI spa”. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Trani ha disposto il commissariamento giudiziale dei due enti, una misura che sostituisce l’interdizione dall’esercizio dell’attività per garantire la continuità operativa sotto il controllo dello Stato.
L’operazione, condotta dal Nucleo Speciale d’Intervento della Guardia Costiera, si inserisce in una complessa inchiesta legata a un grave disastro ambientale nel comprensorio industriale di Molfetta.
Le Cause del Commissariamento: Falda Acquifera Inquinata
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno portato alla luce pesanti responsabilità in capo ai vertici degli enti coinvolti. Secondo l’accusa, il Consorzio ASI di Bari immetteva direttamente nel sottosuolo:
Acque meteoriche di dilavamento provenienti dall’intero comprensorio.
Acque reflue industriali non sottoposte a nessun processo preventivo di depurazione.
Questo sistema di sversamenti illegali ha provocato il grave e sistematico inquinamento delle acque di falda nell’area di Molfetta.
Blitz della Guardia Costiera dopo le Dimissioni in Blocco
Il provvedimento scatta in un momento di forte tensione istituzionale. Nei giorni scorsi, infatti, si sono dimessi sia il Presidente del CdA del Consorzio ASI Bari, sia il Presidente della controllata “ASI spa”, insieme alla quasi totalità dei membri dei rispettivi Consigli di Amministrazione.
Attualmente, i militari della Guardia Costiera sono impegnati nell’individuazione dei legali rappresentanti in carica per notificare ed eseguire ufficialmente la misura cautelare.
I Numeri del Maxisequestro: Beni per 100 Milioni di Euro
L’impatto economico dell’operazione è imponente. Il valore complessivo dei beni mobili e immobili confiscati e sottoposti a gestione commissariale ammonta a circa 100 milioni di euro.
Questo intervento rappresenta solo l’ultimo tassello di una maxi-inchiesta: il commissariamento odierno si aggiunge ad altri 22 provvedimenti cautelari eseguiti precedentemente, che hanno già visto il sequestro e l’amministrazione giudiziaria di numerose aziende insediate nella zona industriale ASI di Molfetta.











