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Ormai quasi non è più una notizia. Continua puntuale o quasi lo stillicidio di sportelli bancomat sventrati nel cuore della notte. La notte pugliese è stata squarciata, ancora una volta, dal fragore dell’esplosivo. Nella scorsa notte, da ultimo, due diversi commando hanno colpito quasi in contemporanea a Bisceglie e a Taranto, prendendo di mira rispettivamente uno sportello bancario e un ufficio postale.
Le dinamiche sono ormai tristemente note, quasi ordinarie per le cronache locali. Ed è proprio questo il punto di rottura: in Puglia, l’assalto al bancomat con la tecnica della “marmotta” sta scivolando pericolosamente nell’alveo della normalità, trasformandosi in una “non-notizia” quotidiana che però continua a seminare danni, paura e pesanti interrogativi sulla sicurezza del territorio.
La cronaca della notte: il doppio colpo
Il primo attacco si è consumato nel cuore di Bisceglie. Un gruppo di malviventi ben organizzato ha preso di mira la filiale del Monte dei Paschi di Siena in pieno centro cittadino. Utilizzando polvere pirica inserita tramite la classica “marmotta” – un cuneo metallico infilato nella fessura dei contanti – hanno fatto saltare la cassaforte dell’ATM. L’esplosione ha devastato l’ingresso dell’istituto.
Subito dopo la deflagrazione, una pattuglia dei Carabinieri ha intercettato i banditi. Ne è nato un pericoloso inseguimento a forte velocità, con i criminali a bordo di un’auto di grossa cilindrata che sono riusciti, per il momento, a far perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti. Non è ancora stato quantificato l’eventuale bottino.
Poco più tardi, intorno alle 3:30, la scena si è ripetuta identica a Taranto, nella frazione periferica di Lama. Qui l’obiettivo era lo sportello delle Poste Italiane. I ladri hanno sventrato l’ATM, ma sono rimasti a bocca asciutta: lo sportello era infatti vuoto e privo di denaro, circostanza segnalata preventivamente da un cartello che la banda ha ignorato. Oltre alla beffa del colpo fallito, restano i gravi danni collaterali: l’esplosione ha frantumato i finestrini delle auto parcheggiate nelle vicinanze e lambito una centralina del gas adiacente, richiedendo il pronto intervento dei Vigili del Fuoco per evitare una tragedia ben peggiore.
Un fenomeno inarrestabile, nonostante gli arresti
Il dato che deve far riflettere non è l’episodio singolo, ma la sistematicità con cui queste azioni vengono portate a termine.
Negli ultimi mesi e anni, le operazioni di polizia e i colpi messi a segno dalle forze dell’ordine in tutta la regione (in particolare nelle province di Foggia, Bari e Bat) hanno portato all’arresto di numerose “bande delle marmotte”. Eppure, la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un’idra mitologica: tagliata una testa, ne ricrescono immediatamente altre due.
I gruppi criminali che operano in Puglia dimostrano di avere:
Logistica militare: Auto velocissime (spesso di grossa cilindrata e rubate), targhe clonate, sistemi di comunicazione avanzati per intercettare i movimenti delle forze dell’ordine.
Manodopera intercambiabile: La facilità con cui le bande si riorganizzano dopo gli arresti dimostra l’esistenza di una fitta rete di reclutamento e di un “know-how” della marmotta ormai ampiamente diffuso e condiviso nella malavita locale.
Disprezzo per la sicurezza pubblica: Far esplodere un ordigno in pieno centro cittadino (come a Bisceglie) o accanto a una centralina del gas (come a Taranto) evidenzia come la criminalità organizzata non si ponga alcun limite etico o di sicurezza pur di arrivare al contante.
Quando il crimine diventa abitudine
La vera sconfitta, per il territorio, è l’assuefazione. Leggere di un bancomat sventrato nella notte tra le province pugliesi provoca ormai nei lettori un’alzata di spalle. È diventato un rumore di fondo della cronaca locale.
Tuttavia, le conseguenze di questa “abitudine” sono reali e tangibili: la progressiva chiusura degli sportelli fisici nei piccoli centri (perché considerati troppo rischiosi e costosi da difendere) e l’inasprimento delle misure di sicurezza che finiscono per complicare la vita quotidiana dei cittadini onesti. La sfida per le istituzioni e le forze dell’ordine resta aperta: non basta reprimere ex-post con gli arresti; serve disattivare la convenienza economica e logistica di questi colpi prima che la prossima “marmotta” causi danni irreparabili alle persone.











