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Autonomia, bufera in Puglia: è “Sacco del Sud” o colpa delle inefficienze locali?

Il primo via libera del Senato della giornata di ieri alle risoluzioni sulle pre-intese per l’autonomia differenziata — che interessano Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria — ha ufficialmente aperto una nuova stagione di forti tensioni politiche nel nostro Paese. Se da un lato le Regioni del Nord accelerano, dall’altro il Mezzogiorno, quasi ovunque governato dal centrosinistra, si barrica e prende chiaramente posizione contro questa accelerata del Governo di centrodestra. Al centro di questa tempesta perfetta c’è la Puglia, diventata nelle ultime ore il vero e proprio epicentro di un dibattito infuocato che unisce l’assetto costituzionale ai problemi quotidiani dei cittadini, come la scuola e la sanità.

La denuncia del PD: “Inizia il sacco del Mezzogiorno”

La reazione del Partito Democratico pugliese è stata immediata e dai toni durissimi. Nel corso della presentazione del Rendiconto di Genere dell’Inps Puglia, Domenico De Santis (Segretario del PD Puglia e consigliere regionale) ha espresso tutta la preoccupazione della sponda progressista, parlando anche a nome del presidente Antonio Decaro.

Secondo De Santis, il voto di Palazzo Madama non è un semplice passaggio amministrativo, ma rappresenta l’avvio di un vero e proprio “sacco del Mezzogiorno”. Il timore principale riguarda la creazione di un mercato del lavoro a due velocità, sia nel settore pubblico che in quello privato. Le Regioni settentrionali, potendo contare su maggiori risorse finanziarie, avrebbero la facoltà di offrire contratti e retribuzioni molto più alti.

Questo scenario rischia di innescare una sorta di concorrenza sleale interna, dove i territori più ricchi finiranno per attrarre i professionisti e le menti migliori del Sud, svuotando di fatto gli ospedali e le scuole meridionali. Da qui, l’appello accorato di De Santis ai parlamentari pugliesi di centrodestra per fermare una riforma che rischia di sgretolare i principi di solidarietà e unità nazionale.

La replica del Centrodestra: “L’autonomia è un alibi per coprire i vostri fallimenti”

Non si è fatta attendere la controrisposta dei gruppi consiliari di minoranza del centrodestra in Regione Puglia, che hanno respinto fermamente le accuse lanciate da Decaro e dai vertici del PD. Per la coalizione di governo nazionale, l’attacco all’autonomia differenziata è solo una “scorciatoia retorica” utilizzata dalla sinistra per non affrontare i nodi reali del territorio.

La minoranza ha messo nel mirino la gestione ventennale della Regione, portando dati e criticità specifiche sul tavolo della discussione:

  • Il caos Sanità: I gruppi di centrodestra ricordano che la Puglia ha cambiato ben undici assessori alla sanità in quindici anni, un dato che dimostrerebbe una cronica incapacità di programmazione e governo del sistema sanitario.

  • La spesa inefficiente: Le criticità emerse sui costi eccessivi delle protesi vengono lette come un problema interno di controlli e qualità della spesa, che nulla ha a che fare con le richieste dei territori del Nord.

  • I ritardi del PNRR: Viene evidenziata la forte difficoltà della macchina amministrativa regionale nell’utilizzare i fondi europei, accumulando ritardi pesanti persino nella costruzione delle Case della Comunità.

Per il centrodestra, insomma, l’autonomia non può diventare il capro espiatorio di ogni inefficienza locale. La vera sfida dovrebbe essere quella di valutare le amministrazioni esclusivamente sulla qualità dei servizi offerti e sui risultati reali portati ai cittadini.

Il quadro nazionale: lo “scambio” politico secondo Boccia

A legare la questione pugliese al contesto romano ci ha pensato Francesco Boccia, presidente dei senatori del PD, che ha commentato con estrema durezza i lavori d’aula. Boccia ha parlato esplicitamente di un “secondo scambio vergognoso” orchestrato dalla maggioranza: dopo il congelamento del premierato, l’autonomia differenziata sarebbe tornata a essere una moneta di scambio politico per far digerire agli alleati di governo la nuova legge elettorale.

Il senatore dem ha ricordato come le recenti crisi — dalla pandemia alle emergenze climatiche — abbiano dimostrato che la sanità e la protezione civile funzionano solo se gestite su base fortemente nazionale e unitaria. Portare avanti queste pre-intese, secondo Boccia, significa calpestare la recente sentenza 192/24 della Corte Costituzionale, la quale ha ribadito chiaramente che i diritti fondamentali e l’uguaglianza dei cittadini devono sempre venire prima di qualsiasi attribuzione di competenza territoriale.

Quale futuro per la Puglia?

Il dibattito soprattutto nella nostra regione, dunque, resta apertamente polarizzato. Se per il fronte progressista l’autonomia differenziata sarà la testa d’ariete del colpo di grazia per i servizi pubblici del Sud, per il centrodestra rappresenta un’opportunità di responsabilizzazione che mette a nudo i limiti delle classi dirigenti locali.

Con sullo sfondo una Italia a due velocità, con le regioni del nord (che non stanno certamente meglio di noi per quanto riguarda ad esempio il deficit della sanità regionale) che avranno una forma spinta di autonomia, mentre il Mezzogiorno, nonostante le Zes e gli sforzi per colmare il gap, continuerà ad arrancare ben lontano dalle prime posizioni di questa immaginaria classifica regionale.

Ma è soltanto colpa del Governo? O non è anche colpa di chi ha amministrato la Regione negli ultimi 20 anni portando, gioco forza, il territorio in una sorta di stallo economico?

Nel frattempo, i cittadini pugliesi restano in attesa di capire se le riforme istituzionali riusciranno a convivere con il diritto costituzionale alla salute e all’istruzione, senza creare un’Italia a più velocità come pure sembra essere scritto in un prossimo futuro. Con la consapevolezza che poi per chi potrà permettersi istruzione e sanità privata la corsa sarà meno in salita rispetto ai tanti che attendono una sanità ed una istruzione pubblica che funzioni. Anche da noi. Perchè la Puglia non è una regione di Serie B e noi non siamo cittadini di Serie B.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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