HomePoliticaCanapa Industriale: Cassazione e Consulta smontano il decreto

Canapa Industriale: Cassazione e Consulta smontano il decreto

La filiera della canapa industriale in Italia segna un punto di svolta decisivo sul piano legale e giudiziario. Con una pronuncia storica della Corte Suprema di Cassazione (quarta sezione penale, udienza del 12 giugno 2026 e deposito dell’8 luglio 2026), i giudici hanno inferto un duro colpo alle restrizioni introdotte dall’esecutivo, riaprendo il dibattito sulla legittimità delle politiche proibizioniste che stanno colpendo un intero settore agricolo ed economico.

Il sindacato ALPAA Puglia, guidato dal presidente Antonio Macchia, ha rotto il silenzio istituzionale per dare massima risonanza a una decisione che ristabilisce i confini del diritto e tutela il lavoro di migliaia di giovani agricoltori ed eccellenze agroalimentari del territorio.

La decisione della Cassazione: “Impossibile sequestrare ciò che non è offensivo”

Al centro della pronuncia della Suprema Corte vi è l’annullamento dell’ordinanza che vietava la restituzione di infiorescenze di canapa industriale già analizzate e dichiarate del tutto prive di efficacia drogante.

I giudici della Cassazione hanno richiamato il legislatore all’ordine ricordando un principio cardine dello Stato di diritto: il principio di offensività. In assenza di una comprovata efficacia psicotropa del prodotto, non sussiste alcuna fattispecie di reato e, di conseguenza, ogni provvedimento di sequestro o mancata restituzione risulta privo di fondamento giuridico. Si tratta di una bocciatura netta per la linea dura interpretativa che ha equiparato una filiera agricola pulita e sostenibile a un problema di ordine pubblico.

Il Decreto Sicurezza sotto la lente della Corte Costituzionale

Le tensioni normative attorno alla canapa industriale derivano principalmente dall’articolo 18 del Decreto Sicurezza (D.L. 48/2025, convertito nella Legge 80/2025), che ha introdotto un divieto rigido e generalizzato sulla commercializzazione delle infiorescenze e dei derivati della Cannabis sativa L., a prescindere dal quantitativo effettivo di THC.

Questa impostazione si sta scontrando con un fitto “muro costituzionale”. I Tribunali di Brindisi e Trani hanno infatti sollevato formalmente la questione di legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale, ravvisando gravissimi profili di contrasto con la Carta fondamentale.

Nello specifico, come emerge dagli atti ufficiali della Consulta (Ordinanza n. 26 del 2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale), i giudici di merito contestano la violazione di molteplici articoli della Costituzione:

  • Articolo 77: Assenza dei presupposti di straordinaria necessità e urgenza che legittimano l’uso del decreto legge.

  • Articoli 13, 25 (comma 2) e 27 (comma 3): Contrasto insanabile con i principi penali di tassatività, proporzionalità della pena e, appunto, offensività.

  • Articolo 41 e 117: Lesione della libertà di iniziativa economica privata e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

Il fronte europeo e il rischio di sanzioni per l’Italia

Oltre al fronte interno della Consulta, il Decreto Sicurezza rischia di naufragare sotto i colpi del diritto dell’Unione Europea. Il Consiglio di Stato ha formalmente investito della questione la Corte di Giustizia dell’UE (CGUE), chiedendo di valutare se il divieto italiano violi i dogmi della libera circolazione delle merci e della non discriminazione nei mercati europei (Artt. 34-38 TFUE).

Parallelamente, la Commissione Europea ha avviato una valutazione d’ufficio per verificare la compatibilità delle scelte del governo italiano con la Politica Agricola Comune (PAC), che riconosce e tutela la canapa a basso contenuto di THC come un prodotto agricolo a tutti gli effetti.

ALPAA Puglia: “Difendiamo l’occupazione dei giovani e la sostenibilità”

La forte presa di posizione di Antonio Macchia, Presidente di ALPAA Puglia, evidenzia le ricadute economiche e sociali di questa battaglia normativa:

“Il governo si è ostinato a non ascoltare i gridi d’allarme, preferendo la strada della propaganda ideologica. Questa cecità politico-istituzionale sta mettendo in ginocchio una filiera giovane, pulita e innovativa, che crea vera occupazione e promuove la sostenibilità ambientale nei nostri territori. ALPAA resterà in prima linea per restituire certezze alle aziende e tutelare il lavoro dei nostri agricoltori.”

Ora che la parola passa definitivamente alla Corte Costituzionale e alle istituzioni europee, il settore attende che la realtà scientifica ed economica prevalga sui teoremi securitari, ristabilendo un quadro normativo stabile e sicuro per le imprese.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img