HomeCulturaAl Beat Onto Jazz Festival, il gran finale è affidato a Pino...

Al Beat Onto Jazz Festival, il gran finale è affidato a Pino Minafra e la sua Banda

Sarà Pino Minafra, tra i più autorevoli musicisti italiani e instancabile ambasciatore della cultura bandistica pugliese nel mondo, a chiudere la venticinquesima edizione del Beat Onto Jazz Festival. L’appuntamento è in programma lunedì 4 agosto, alle ore 22, con una serata che celebra non soltanto il jazz, ma anche una delle più profonde identità musicali del Mezzogiorno: quella delle bande.

La serata conclusiva del festival si aprirà con il concerto del quartetto Saxofollia, protagonista di un raffinato omaggio a Miles Davis e John Coltrane nel centenario della loro nascita alle 21. A seguire, alle 22, sarà la volta de “La Banda”, lo storico progetto ideato da Pino Minafra nel 1993, autentico manifesto artistico e culturale nato con un obiettivo preciso: salvare dall’oblio la secolare tradizione bandistica del Sud Italia e restituirle nuova vitalità attraverso il dialogo con il linguaggio del jazz e della musica contemporanea.

Pino Minafra, trombettista, compositore e jazzista di Ruvo di Puglia, ha studiato con Nino Rota negli anni in cui era direttore del Conservatorio Niccolò Piccinni, conservatorio in cui lo stesso Minafra ha insegnato per trent’anni. È, inoltre, considerato una delle figure più rappresentative del jazz europeo. Con la sua Italian Instabile Orchestra ha portato la creatività italiana sui palcoscenici internazionali collaborando con artisti del calibro di Charlie Mariano, Enrico Rava, Elton Dean, Keith e Julie Tippetts, Louis Moholo e Cecil Taylor. Quindi parallelamente alla carriera artistica, ha dedicato oltre trent’anni a un’opera di ricerca, tutela e valorizzazione della cultura bandistica, riconoscendone il valore identitario, sociale e musicale. La sua battaglia culturale ha prodotto infatti un risultato storico. Dopo la sottoscrizione, nel 2019, del protocollo d’intesa promosso durante il Talos Festival, un’altra sua creatura, insieme a sindaci, direttori di conservatorio e operatori culturali pugliesi, la Regione Puglia ha approvato nel 2023 la Legge Regionale n. 10 “Valorizzazione, promozione e sostegno della cultura bandistica pugliese”, primo provvedimento del genere in Italia, che riconosce ufficialmente la banda come patrimonio culturale immateriale da tutelare e tramandare. Un traguardo raggiunto grazie all’impegno di Minafra e sostenuto anche dal maestro Riccardo Muti.

“La Banda” rappresenta la sintesi di questa visione. Marce tradizionali, fantasie d’opera, sinfonie funebri della Settimana Santa e il repertorio delle storiche casse armoniche vengono reinterpretati attraverso nuovi arrangiamenti che conservano intatto il patrimonio sonoro delle bande pugliesi aprendolo, allo stesso tempo, alle possibilità espressive del jazz contemporaneo. Questa speciale Banda ha in 30 anni di attività compiuto un percorso unico al mondo con tappe incredibili come 1996 Donaueschingen (Germania), occasione nella quale nacque il doppio cd La Banda per la Enja Records, 1998 Saalfelden (Austria), 1999, 2000, 2009 (nella Basilica di Saint-Denis, occasione di un nuovo cd per Enja registrato da Radio France) e 2018 Parigi (Francia); un Tour in Gran Bretagna nel 2000 tra cui un concerto nella Queen Elizabeth Hall; 2005 Münster (Germania), 2006 Le Mans (Francia); 2009 Graz Austria invitati da Nikolaus Harnoncourt; 2009 Teatro di Lille (Francia), 2013 Berlin Philarmonie (Germania); 2013 Auditorium Parco della Musica di Roma (Italia); 2013 Ravenna Festival (Italia); 2013 Toulouse (Francia); 2017 Basilica di  Santa Croce e Palazzo Vecchio di Firenze (Italia); 2023 Trani in Onda / Rai Radio3; 2026 Collegium Musicum di Bari, per citarne alcune, collaborando stabilmente con artisti europei come Willem Breuker, Jean-Louis Matinier, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Lucilla Galeazzi, Antonello Salis, Beppe Barra, Dario Cecchini, diventando un punto di riferimento internazionale nel dialogo tra musica della tradizione ed improvvisazione.

Per l’occasione, il 4 agosto, salirà sul palco l’intero organico della Banda, formato da oltre quaranta musicisti tra legni, ottoni e percussioni, diretti da Pino Minafra, insieme ai maestri Michele Di PuppoNicola Cotugno, maestro della fanfara dell’Aeronautica e Livio Minafra, in un continuo alternarsi alla direzione che valorizza le diverse sensibilità interpretative della formazione.

Sul palco saliranno dunque Vincenzo Mastropirro e Franco Di Puppo ai flauti, Gianpaolo Santamaria all’oboe, Angelo Giodice al piccolo in Mi bemolle, Giambattista Ciliberti, Leonardo Cattedra, Vito Di Cintio, Eugenio Tattoli, Mauro Altamura, Giuseppe De Michele, Michele Zaccagnino, Rocco Di Rella, Annachiara Griesi, Anna Bavaro, Vincenzo Di Puppo e Giuseppe Cotugno ai clarinetti, Nicola Puntillo al clarinetto basso, Nicolò Pantaleo, Paolo De Benedetto, Giorgio D’Elia e Michele Marzella ai sassofoni, Antonio Fracchiolla, Vito Verni e Vito Lamanna ai corni, Leonardo Lozupone e Giuliano Teofrasto ai flicornini, Antonio Fallacara e Francesco Schettini ai flicorni soprani, Salvatore Barile al flicorno tenore, Nicola Valenzano al flicorno baritono, Tony Santoruvo, Luciano Palmitessa e Domenico Pellegrini alle trombe, Luciano Pischetola e Antonio Depalo ai tromboni, Giuseppe Scarati, Pasquale Di Muro, Roberto Pischetola, Francesco Di Venosa e Pierluigi Greco alle tube, Giuseppe Tria, Simone Salvatorelli, Vincenzo Mazzone, Tommaso Summo e Antonio Milani alle percussioni. Livio Minafra e Vincenzo Mazzone saliranno sul palco come solisti.

Ad arricchire ulteriormente il concerto saranno le Faraualla – Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Maristella Schiavone e Loredana Savino – quartetto vocale femminile conosciuto a livello internazionale per l’originale ricerca sulle polifonie mediterranee, sulle sonorità arcaiche e sull’utilizzo della voce come autentico strumento musicale. L’incontro tra la potenza degli ottoni della banda e la sperimentazione vocale delle Faraualla promette di dare vita a uno dei momenti più suggestivi dell’intera edizione del festival.

Valore aggiunto anche la presenza di solisti jazz di primo piano come sax Vincenzo Di Gioia – fresco vincitore di una borsa di studio quadriennale alla Berklee (Usa), Leonardo Di Gioia fisarmonica, Antonio Fallacara al flicorno, Tony Santoruvo alla tromba, Livio Minafra alle tastiere e Vincenzo Mazzone alla batteria.

Poco prima della conclusione del concerto, il musicista e compositore Vincenzo Mastropirro proporrà al pubblico una lettura delle intense note di copertina scritte dal sociologo Franco Cassano, dedicate ai musicisti che hanno scelto di restare nel Sud, continuando a produrre cultura e bellezza nonostante le difficoltà. Un testo di straordinaria attualità che offrirà una riflessione sul significato della resistenza culturale e sul valore delle radici come motore di innovazione.

A condurre la serata sarà la giornalista di la Repubblica Fiorella Sassanelli.

Con questo appuntamento il Beat Onto Jazz Festival celebra il prestigioso traguardo della venticinquesima edizione scegliendo di concludere il proprio percorso con uno spettacolo che racchiude perfettamente la sua identità: il dialogo tra memoria e futuro, tra tradizione e sperimentazione, tra il linguaggio universale del jazz e una delle espressioni culturali più autentiche della Puglia. Una chiusura che rende omaggio non solo a un grande musicista, ma a un’intera comunità sonora che continua a raccontare il territorio attraverso la forza della musica.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Redazione
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img