Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) pone l’attenzione su una problematica critica che investe l’assistenza alle persone con grave disabilità e la gestione del personale scolastico. Il tema riguarda la rigidità delle normative sull’accesso al congedo straordinario (Legge 104/1992), che rischiano di non coprire adeguatamente contesti familiari complessi e distanze geografiche elevate tra la sede di lavoro e il domicilio dei parenti da assistere.
Un caso emblematico: distanza geografica ed esigenze assistenziali
A evidenziare i limiti dell’attuale impianto normativo è la situazione di un docente di ruolo assegnato a una sede scolastica distante circa mille chilometri dalla propria abitazione di origine. Il docente risulta essere l’unico referente e familiare presente sul territorio per la madre, riconosciuta con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992, e per il padre centenario.
Nonostante l’età avanzata del padre, in assenza di un formale riconoscimento di invalidità per quest’ultimo, i requisiti stringenti della norma impediscono al figlio di subentrare nel congedo straordinario. Questa condizione pone il dipendente di fronte all’impossibilità di garantire una presenza costante e diretta accanto ai genitori in una situazione di evidente fragilità.
Equilibrio tra certezza delle norme e contesti reali
Il CNDDU sottolinea come le specificità del settore scolastico – dove insegnanti e personale ATA sono spesso impiegati a notevole distanza dai territori di provenienza – amplifichino l’impatto di questi vincoli normativi.
Il Coordinamento evidenzia la necessità di un’evoluzione applicativa della norma:
Superamento degli automatismi: Non si propone una presunzione automatica basata unicamente sull’età anagrafica dei familiari.
Valutazione caso per caso: Si richiede l’introduzione di criteri di verifica puntuali che accertino la reale ed effettiva impossibilità di assicurare l’assistenza in altro modo.
Flessibilità e rigore: L’obiettivo risiede nel conciliare la certezza del diritto con una valutazione della concreta realtà assistenziale della famiglia.
L’appello del Coordinamento alle Istituzioni
Attraverso una nota a firma del presidente prof. Romano Pesavento, il CNDDU rivolge un invito al Ministero dell’Istruzione e del Merito, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, all’INPS e al Parlamento. La richiesta è di avviare un approfondimento sulla disciplina del congedo straordinario, per dotare il sistema di strumenti istruttori idonei a gestire casi eccezionali senza generare disparità o svuotare di efficacia la tutela dei soggetti fragili.











