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La collezione pubblica d’Arte Contemporanea del Museo Civico di Taverna si arricchisce di un nuovo e prestigioso tassello. Con la Determinazione Dirigenziale firmata dal Direttore del Museo, dott. Giuseppe Valentino, d’intesa con il Sindaco Sebastiano Tarantino, il Comune ha ufficialmente acquisito a titolo di donazione l’opera “La luce dei Colori” dell’artista andriese Ricarda Guantario.
L’ingresso dell’opera al Complesso Monumentale dell’ex Convento di San Domenico giunge a coronamento del grande successo della rassegna itinerante “Frammenti di assoluto”, curata dalla prof.ssa Tania Romeo e promossa dall’Associazione Armonia e Contrasto APS con il patrocinio della Regione Calabria.
Il valore dell’acquisizione: il dialogo tra Mattia Preti e i maestri del Novecento
L’inserimento di Ricarda Guantario consolida il percorso espositivo della sezione contemporanea del Museo di Taverna, posizionandosi accanto alle opere di maestri storicizzati del Novecento come Mimmo Rotella e Angelo Savelli.
Questa acquisizione crea un suggestivo ponte ideale tra la ricerca visiva d’avanguardia e il nucleo storico del museo, custode dei capolavori barocchi di Mattia Preti.
Il profilo di Ricarda Guantario e il legame con la Biennale di Venezia
Ricarda Guantario è un’artista dalla ricerca pittorico-installativa e post-concettuale, storicizzata nell’Enciclopedia d’Arte Italiana. La sua produzione, esposta in gallerie d’élite da New York a Parigi, da Milano a Zurigo e Montecarlo, si configura come un’indagine socio-filosofica sulla coscienza e l’equilibrio dell’uomo.
La donazione a Taverna assume un valore speciale anche in vista degli impegni internazionali dell’artista:
Il ciclo delle “Spirali Cosmiche”: “La luce dei Colori” fa parte di questa celebre serie espressiva.
Il legame con la Biennale di Venezia: l’opera è strettamente connessa a “Infinity”, tela “sorella” che sarà protagonista a settembre 2026 della 61ª Biennale di Venezia (Padiglione Guatemala presso lo Spazio Berlendis).
Analisi critica dell’opera: “La luce dei Colori”
Sotto il profilo plastico e concettuale, l’opera rappresenta una profonda riflessione sulla tensione tra uomo e infinito:
Materia e Trascendenza: la superficie unisce elementi primordiali della terra (simbolo di immanenza) a frammenti riflettenti (simbolo di spiritualità).
Il simbolo della chiave: al centro della spirale si trova una chiave inserita come ready-made risignificato, concepito come soglia metafisica per guidare l’osservatore dal caos quotidiano alla consapevolezza dell’Assoluto.











