Il Movimento 5 Stelle ha chiesto formalmente un’informativa urgente alla Camera e al Senato rivolta alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni sulla situazione dell’ex Ilva di Taranto e soprattutto sulle prospettive per il futuro alla luce della conferma dello stop del Tribunale di Milano dell’Area a caldo. L’obiettivo è spingere la Premier a chiarire in Aula le intenzioni del Governo sul futuro dello stabilimento siderurgico, sulla tutela dei lavoratori e sulla sostenibilità ambientale dell’area di Taranto.
L’iniziativa, annunciata in una nota congiunta dal vicepresidente del M5S Mario Turco e dal coordinatore regionale pugliese Leonardo Donno, punta a superare i frammentari interventi ministeriali per chiamare l’esecutivo alle sue responsabilità dirette.
Chiusura dell’area a caldo e dati sanitari
Al centro della posizione dei pentastellati resta la richiesta della chiusura dell’area a caldo dell’impianto e una transizione verso la decarbonizzazione. Una posizione rafforzata, secondo gli esponenti del Movimento, dalle recenti pronunce giurisdizionali, tra cui la sentenza della Corte d’Appello di Milano.
Nel comunicato vengono richiamati i dati relativi all’impatto sanitario e ambientale sul territorio:
Salute e sicurezza: registrate 2.035 malattie professionali (di cui circa 1.000 di natura tumorale) e 653 decessi accertati tra il 2010 e il 2024, con esclusione dal computo dei lavoratori dell’indotto e della popolazione residente.
Emergenza bonifiche: presenti oltre 2.000 tonnellate di amianto ancora da rimuovere dal sito industriale, come segnalato dalle autorità giudiziarie.
Il M5S contesta alla maggioranza il definanziamento delle risorse del PNRR – in particolare la cancellazione del miliardo di euro destinato a progetti di decarbonizzazione e idrogeno verde – e l’interruzione degli interventi legati al piano “Cantiere Taranto”.
La mozione M5S: stop ai licenziamenti e nuovi fondi
Per rispondere all’emergenza occupazionale e sociale, la mozione depositata presso entrambi i rami del Parlamento propone impegni vincolanti per il Governo:
Accordo di Programma: stipula di un’intesa quadro che coinvolga il Governo nazionale, le istituzioni territoriali e le parti sociali per pianificare la riconversione economica e industriale della città.
Tutela dell’indotto: blocco immediato delle procedure di licenziamento collettivo annunciate per circa 2.500 lavoratori delle aziende dell’indotto.
Pianificazione delle bonifiche: avvio immediato dei cantieri per il risanamento ambientale, mantenendo la continuità reddituale e occupazionale delle maestranze coinvolte.
I firmatari della mozione sollecitano la presenza della Premier in Aula prima della scadenza del 28 ottobre, chiedendo l’adozione rapida di un piano integrato che coniughi riconversione industriale e tutela della salute pubblica.












