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Caporalato tra Puglia e Basilicata: scatta il blitz dei Carabinieri, 6 persone ai domiciliari

Un’articolata rete di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera agricola è stata smantellata nelle prime ore del mattino tra le province di Taranto e Matera. I Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Taranto su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno sottoposto agli arresti domiciliari sei persone.

L’operazione, ribattezzata “Terra di confine“, ha acceso i riflettori su una presunta associazione a delinquere finalizzata all’ingaggio e allo sfruttamento sistematico di lavoratori stranieri nelle campagne a ridosso del confine tra la Puglia e la Basilicata.

L’inchiesta e la rete dello sfruttamento

L’attività investigativa dell’Arma ha ricostruito la mappa dei trasporti e dell’impiego nei campi, con particolare riferimento all’area rurale di Ginosa e alle zone limitrofe del Materano. Secondo le risultanze inquirenti, gli indagati avevano allestito un sistema ben strutturato per il reclutamento di braccianti, approfittando dello stato di bisogno e di vulnerabilità dei migranti.

Tra le figure destinatarie dei provvedimenti restrittivi figura anche un ex appartenente alle forze dell’ordine. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere e intermediazione illecita e reclutamento di lavoro sotto caporalato.

Turni massacrati e compensi esigui

Dalle indagini è emerso un quadro di grave deprivazione dei diritti fondamentali della persona. I braccianti, per lo più cittadini stranieri sprovvisti di adeguate tutele contrattuali, venivano stipati su mezzi di fortuna per essere trasferiti all’alba nei terreni agricoli della zona.

Le condizioni imposte dal gruppo prevedevano:

  • Orari estenuanti: giornate lavorative ben oltre i limiti di legge, spesso prive delle pause di riposo previste dai contratti collettivi.

  • Retribuzioni sproporzionate: paghe orarie ampiamente inferiori alle tariffe minime di categoria, decurtate ulteriormente dai costi di trasporto arbitrariamente imposti dai caporali.

  • Assenza di sicurezza: prestazioni d’opera eseguite senza i presidi di protezione individuale necessari per le lavorazioni nei campi.

I dettagli operativi dell’azione e gli elementi probatori raccolti rimangono al vaglio della Magistratura giurisdizionale per i successivi passaggi processuali.

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Redazione
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