Ci sono voluti centoventi minuti per determinare la seconda semifinalista dei playoff di serie B. E dal San Nicola ne è uscito vincente il Novara di Marco Baroni. 3-4 il risultato finale al termine di una prestazione, quella del Bari, decisamente sotto tono per quella che è la fase finale di un torneo in cui ci si gioca categoria, denaro e tante speranze. Andrea Camplone arriva al turno preliminare con l’intenzione di gestire con calma la gara tentando l’affondo nel momento in cui il Novara si sarebbe scoperto. E invece una fiammata di Gonzalez fa saltare tutti i piani. Una fiammata con il concorso di colpa di Micai, Romizi e Di Cesare. Il primo per aver calcolato male la traiettoria del tiro, il secondo per non aver fermato Gonzalez e il terzo per non essere riuscito a coprire il tiro.
Una partita che è stata lo specchio di tutta una stagione. Errori, ingenuità, sudditanza psicologica dell’avversario e mancanza di grinta e convinzione. Nella gara contro il Novara sono usciti tutti i limiti, psicologici, tecnici e fisici di una squadra che più di una volta ha gettato alle ortiche gare più che alla propria portata. In un match così delicato non può saltare l’intero centrocampo. Né è concepibile che gli uomini simbolo vengano meno. Sansone, Dezi, Valiani, Di Cesare e Defendi. Tutti assenti ingiustificati. Risvegliati parzialmente dal cuore di questo Bari che ha il nome di Alessandro Rosina.
Ma ancor più fa pensare come sia possibile non saper gestire gli ultimi minuti di una lunga gara, con il risultato dalla propria parte e un uomo di vantaggio sull’avversario. Misteri del calcio.
La sconfitta odierna vuol dire un altro anno nel purgatorio di serie B. Con tutta probabilità, ancora una volta, la squadra sarà smembrata e ricostruita da zero. Ancora una volta ci saranno promesse di promozione diretta. Ancora una volta toccherà soffrire per conquistare una promozione che a Bari manca da ormai sette anni. In barba ad ogni progetto sbandierato dalla società di via Torrebella.
Andrea Camplone si presenta davanti ai giornalisti visibilmente scuro in volto: “La squadra dalla seconda parte della gara ha dato tutto, giocando all’arrembaggio senza timore dell’avversario riaprendo una partita chiusa sul 3-0. Non si può però prendere un gol in 10 contro 11. La gestione non è stata perfetta. C’è comunque poco da rimproverare ai ragazzi. Siamo stati accusati di essere sbarazzini. Abbiamo preso gol quando eravamo 5 dietro. Poi purtroppo la squadra ha sempre avuto questo black out. Fa male perdere così però. Ho scelto Sansone perché de Luca è stato fuori tanto e non era pronto fin dal primo minuto. Nelle ultime partite Abbiamo avuto tante difficoltà su situazioni che ci siamo creati noi. E così oggi. A 7 minuti dalla fine non puoi ripartire in 5. Non siamo stati capaci di gestire la partita. Con un uomo in più stanchezza o non stanchezza la devi chiudere.












