Nei Comuni della provincia di Foggia si susseguono da diversi mesi rilevanti criticità legate alla copertura dei turni della Continuità Assistenziale e delle postazioni dell’emergenza-urgenza del 118. Una situazione che sta determinando una progressiva e preoccupante riduzione delle garanzie di assistenza sanitaria offerte alla popolazione locale.
A sollevare con forza la questione è l’Amministrazione comunale di Torremaggiore, attraverso un intervento congiunto firmato dal Sindaco Emilio Di Pumpo e dal Consigliere comunale delegato alla Sanità Antonio Quaranta. La richiesta indirizzata ai vertici della Regione Puglia è chiara: la sanità territoriale non può subire penalizzazioni né basarsi unicamente su meri parametri demografici.
Le risorse regionali e il rischio di tagli ai presìdi
La presa di posizione giunge a seguito della delibera con cui la Giunta regionale ha stanziato 24 milioni di euro per sostenere il sistema 118, incentivare l’ingresso di nuovi medici e remunerare le ore di straordinario del personale sanitario già operativo. Di questo pacchetto economico, alla ASL Foggia sono stati destinati oltre 6 milioni di euro.
Pur prendendo atto dell’importanza di tali risorse, l’amministrazione cittadina precisa che gli investimenti devono tradursi in un potenziamento concreto dell’offerta sanitaria e non fare da cornice a riduzioni, accorpamenti o soppressioni di postazioni. I riassetti organizzativi basati su macroaree o sulla trasformazione dei mezzi di soccorso non devono tradursi in un ridimensionamento per Torremaggiore e le realtà limitrofe.
Oltre i codici di avviamento postale: i criteri per la tutela della salute
Nella nota inviata ufficialmente al Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e all’Assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, le autorità comunali sollecitano garanzie formali per la piena operatività della Guardia Medica, del 118 e dei servizi di assistenza locale.
I capisaldi dell’appello rivolto alla Regione evidenziano l’esigenza di adottare parametri di valutazione più ampi e realistici per l’organizzazione dei presìdi:
Il numero dei residenti non può rappresentare l’unico indicatore per stabilire la presenza o la permanenza di una postazione sanitaria. La pianificazione dei servizi deve tenere conto della vastità del bacino territoriale servito, delle distanze geografiche rispetto ai presìdi ospedalieri di riferimento, della viabilità locale, dei tempi effettivi di percorrenza dei mezzi di soccorso e della frequenza dei reali interventi operativi. Qualora la normativa attuativa dovesse prevedere delle soglie demografiche rigide, l’amministrazione ne richiede la revisione per evitare di penalizzare quei Comuni che svolgono una funzione strategica a beneficio di aree molto più vaste.
Il Sindaco Emilio Di Pumpo e il Consigliere Antonio Quaranta ribadiscono infine che la salute costituisce un diritto fondamentale che deve essere assicurato in modo uniforme a tutti i cittadini pugliesi, senza discriminazioni geografiche o legate al codice di avviamento postale.












