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Fc Bari 1908, ecco la mossa di Giancaspro: “Pronti 4,4 milioni di euro, ma Paparesta…”

La decisione del CdA del F.C. Bari 1908 sul ripianamento della società di calcio di Bari non poteva che avere strascichi. Sia per la “querelle” che da tempo va avanti tra Gianluca Paparesta ed il socio di minoranza Cosmo Giancaspro, sia per le modalità stesse di aumento di capitale approvate quest’oggi.

Per Giancaspro la decisione di procedere ad un aumento di capitale senza contestuale sottoscrizione potrebbe, concretamente, portare ad una vera e propria paralisi dell’attività sociale, a cominciare dalla “programmazione per la prossima stagione”.

Dunque si acuiscono i toni, e Giancaspro rilancia, spiegando di aver proposto all’Assemblea straordinaria l’aumento del capitale sociale a 4,9 milioni, con sottoscrizione contestuale da parte sua dell’importo complessivo di 4,4 milioni.

“Questa proposta – rileva Giancaspro – non è stata presa in considerazione, né messa in votazione da Gianluca Paparesta”.

Secondo la versione fornita alla stampa dall’imprenditore molfettese la proposta fatta questa stamattina avrebbe comportato alcune importanti conseguenze nell’assetto societario.

“Riduzione del capitale sociale da 2 milioni a zero, in conseguenza delle perdite accumulate dall’attuale gestione fino al 30 aprile 2016; contemporaneo aumento del capitale sociale a 4,9 milioni, con sottoscrizione contestuale da parte del socio di minoranza per l’importo complessivo di 4,4 milioni; definitiva riduzione del capitale sociale alla somma di 2 milioni, in modo da ripianare definitivamente le residue perdite di 2,9 milioni e ripristinare la medesima misura del capitale sociale preesistente alle perdite accumulate dall’attuale gestione”.

Secondo Giancaspro sarebbe stata questa una strada per salvare l’F.C. Bari 1908 “mediante un iniziale investimento a capitale della somma complessiva di 4,4 milioni da parte del socio di minoranza ed era funzionale alla volontà di quest’ultimo di eliminare definitivamente le condizioni di cui all’art. 2447 del Codice Civile, determinate in via esclusiva dalla gestione del dott. Gianluca Paparesta, e mettere in sicurezza la società in vista di tutti i successivi adempimenti, a cominciare da quelli già in corso per l’ammissione al prossimo campionato”.

La proposta, “sebbene regolarmente formulata, verbalizzata e supportata dall’emissione di un assegno di importo tale da ricostituire integralmente il capitale sociale – conclude Giancaspro – non è stata presa in considerazione, né messa in votazione da Gianluca Paparesta”.

E dunque… Giancaspro rilancia: i soldi c’erano, ed erano pronti e sul tavolo. Ma Paparesta non avrebbe voluto nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi della sottoscrizione contestuale. Con ogni probabilità per evitare scenari di sostanziale modifica del rapporto tra i soci, con Giancaspro che in questo modo avrebbe di fatto fatto un grosso acquisto di quote azionarie.

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Redazione
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