Nelle analisi politiche del giorno dopo si sprecano, soprattutto nel centrodestra, gli appelli all’unità, magari puntando l’indice sull’esempio di Milano (dove una coalizione unica è riuscita quasi a strappare una parità di voti e percentuali con il candidato del centrosinistra ed un ballottaggio in completo equilibrio).
E sulla stessa lunghezza d’onda è il commento di Raffaele Fitto, europarlamentare salentino e leader dei Conservatori e Riformisti. “Le elezioni amministrative dicono che Renzi è davvero in difficoltà. Non a caso da giorni metteva le mani avanti. Ovunque, il Pd e i suoi candidati sono indietro rispetto alle attese. E questa è la buona notizia per il centrodestra. Ma la cattiva notizia è che, con l’eccezione di di Parisi a Milano, il nuovo bipolarismo nazionale rischia di essere quello tra M5s e Pd. Per questo , comunque finisca il ballottaggio di Milano, serve un centrodestra davvero nuovo. Serve una volontà seria di mettere tutto in discussione. Oggi, nonostante esista una maggioranza potenziale di elettori di centrodestra nel Paese, il centrodestra “ufficiale” rischia ,e sceglie, di essere fuori partita”.
E da qui l’appello, senza mezzi termini, al cambiamento.
“Noi Conservatori e Riformisti proponiamo un profondo cambiamento nel metodo con le primarie , e nel programma con scelte serie e credibili . Al centrodestra non basterà mettere insieme, in qualche modo, quello che c’è. Manca una componente innovativa, liberale, riformatrice. Ci candidiamo a organizzarla. Nei prossimi giorni lanceremo i primi appuntamenti per iniziare a costruirla”.
C’è però da chiedersi come mai gli appelli all’unità ed alla necessaria armonia facciano puntualmente la propria comparsa, ormai da alcuni anni, sempre all’indomani di un appuntamento elettorale dove gli elettori di centrodestra (o quelli che un tempo lo erano) continuano a bastonare le scelte sciagurate e divisorie di un gruppo dirigente che sembra molto più concentrato su se stesso e sul mantenimento delle proprie prerogative (superare gli sbarramenti… assicurarsi un posto nel futuro Parlamento…) che rendersi davvero interprete delle esigenze di cambiamento degli italiani.
Sarà la volta buona? Intanto altre forze politiche proprio questo vento stanno cavalcando.












