Dura presa di posizione congiunta da parte della FIMMG Puglia e della FIMP Puglia contro la delibera di giunta regionale n. 1418/2026, che disciplina il nuovo assetto degli organismi regionali e aziendali dedicati alle attività di prevenzione vaccinale. I sindacati dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta denunciano un’esclusione definita immotivata e di stampo antisindacale, annunciando il ricorso nelle sedi competenti.
A firmare la nota di protesta sono rispettivamente i segretari regionali Antonio De Maria (FIMMG) e Luigi Nigri (FIMP), che puntano il dito contro un provvedimento adottato in assenza di un preventivo confronto con le rappresentanze di categoria.
Le motivazioni della protesta e il ruolo della medicina territoriale
Nel comunicato, i vertici sindacali rimarcano il contributo fondamentale offerto dai medici di famiglia e dai pediatri nel rendere la Puglia una delle regioni con i più alti livelli di adesione e copertura vaccinale in Italia. Un’efficacia legata non solo alla somministrazione diretta, ma soprattutto all’opera costante di informazione, educazione sanitaria e promozione della prevenzione sul territorio.
«È quindi difficile comprendere come si possa oggi ritenere incompatibile proprio quella rappresentanza che, negli anni, ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento degli obiettivi vaccinali della nostra Regione – sottolineano Antonio De Maria e Luigi Nigri –. Non si può chiedere alla medicina generale e alla pediatria di libera scelta di essere protagoniste delle campagne vaccinali e, contemporaneamente, considerare la loro rappresentanza sindacale come un elemento di incompatibilità».
La contestazione si focalizza inoltre sulle previsioni della DGR, che pur ammettendo il coinvolgimento di rappresentanti delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), taglia fuori i referenti regionali delle cure primarie e le organizzazioni sindacali storicamente rappresentative.
Il parere legale e il ricorso annunciato
Di fronte a quello che viene definito un vulnus nei confronti dei principi costituzionali e dell’articolo 15 dello Statuto dei lavoratori — che tutela la libertà sindacale e vieta atti discriminatori legati all’attività di rappresentanza —, le sigle regionali hanno annunciato azioni legali.
«Alla luce delle criticità evidenziate anche nel parere legale acquisito dalle organizzazioni, FIMMG Puglia e FIMP Puglia procederanno all’impugnazione della DGR n. 1418/2026 nelle sedi competenti, a tutela delle proprie prerogative sindacali e dei principi costituzionali – concludono i segretari regionali –. La nostra non è una battaglia contro la politica vaccinale della Regione. Al contrario, siamo pronti, come sempre, a collaborare per rafforzarla. Ma collaborazione e confronto non possono esistere se si esclude aprioristicamente la rappresentanza sindacale dei professionisti che quella politica vaccinale sono chiamati quotidianamente ad attuare».












