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«Ci sono questioni che non possono essere archiviate con il silenzio. Quando si amministra una città, rispondere alle domande è un dovere, non una concessione». Con queste parole l’avvocata Elena Muoio, consigliera comunale di minoranza ed ex assessore, interviene pubblicamente in merito ai contenuti della Relazione della Commissione parlamentare antimafia sulla missione svolta in Puglia, che dedica specifici passaggi alla situazione amministrativa e sociale di Margherita di Savoia.
Un documento istituzionale che, secondo la rappresentante dell’opposizione, impone un’attenta lettura e una profonda assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, evitando polemiche sterili ma rifiutando al contempo la tentazione di minimizzare le criticità evidenziate.
Cosa dice la relazione della Commissione antimafia sulla città
All’interno del documento parlamentare, nello specifico a pagina 92, viene descritto un quadro territoriale in cui alcune famiglie criminali, anche sfruttando le peculiarità del comparto ittico e dell’economia locale, riuscirebbero a esercitare un controllo «discreto, ma significativo», tutelando le proprie aree di influenza economica. La relazione pone inoltre l’accento sul rischio di una «zona grigia» caratterizzata da pericolosi intrecci tra interessi leciti e illeciti, a discapito degli operatori economici che operano nel pieno rispetto delle regole.
Alle pagine successive (96 e 97), il focus si sposta sulla complessa vicenda della riorganizzazione della sosta e dei parcheggi a pagamento nella cittadina termale, un servizio nevralgico per un centro che durante la stagione estiva decuplica la propria popolazione fluttuante, passando da circa 12.000 residenti a quasi 80.000 presenze. Il testo richiama la sequenza di incendi di autovetture registrata in concomitanza con la riorganizzazione del servizio, culminata nell’attentato incendiario ai danni dell’abitazione del gestore.
I dubbi sui parcheggi e le dimissioni da assessore
Sul fronte amministrativo, la consigliera Muoio evidenzia come gli interrogativi sollevati dal report parlamentare si intreccino direttamente con la sua recente esperienza all’interno dell’esecutivo cittadino, conclusasi con le dimissioni da assessore rassegnate nel dicembre del 2025.
«Le mie perplessità sulla gestione dei parcheggi, sulle procedure di affidamento, di occupazione del suolo pubblico e sulle deleghe di mia competenza erano già emerse quando facevo parte della maggioranza», spiega l’avvocata Muoio, ricordando di aver presentato richieste formali, verbali e scritte rimaste prive di un riscontro fattivo. Proprio la mancanza di risposte istituzionali trasparenti avrebbe determinato il progressivo allontanamento e la conseguente scelta di lasciare la maggioranza consiliare.
Pur precisando che spetterà esclusivamente alla magistratura e agli organi inquirenti accertare eventuali responsabilità o nessi giudiziari in merito agli episodi di violenza, la consigliera ribadisce che la legittimità delle domande sulla gestione amministrativa e sulla limpidezza delle procedure resta intatta.
L’impegno dell’opposizione: “I problemi si affrontano”
Nel rimarcare che la legalità non costituisce soltanto una prerogativa giudiziaria ma si misura nella trasparenza degli atti, nell’assegnazione degli incarichi e nella tutela dei cittadini onesti, l’esponente di minoranza conferma che non farà mancare la propria vigilanza istituzionale.
«Non ho scelto l’opposizione per restare in silenzio o per alzare semplicemente la mano per un voto – conclude Elena Muoio – ma per non rinunciare a fare le domande che ritenevo giuste. Margherita di Savoia ha bisogno di verità, attenzione e di istituzioni capaci di assumersi le proprie responsabilità».












