In Danimarca 3 donne lesbiche provenienti dall’Uganda si sono viste negare la possibilità di godere della protezione internazionale, visto che Copenhagen ha ritenuto insufficienti gli elementi per garantire rifugio.
L’Uganda, come molti Paesi africani, vieta con l’ergastolo le pratiche omosessuali. A differenza dell’Occidente, in cui invece le nozze gay vengono sdoganate a macchia d’olio, in quel mondo c’è un odio ed una recriminazione molto forte nei confronti delle coppie omosessuali. Tant’è che il Ministro dell’Etica locale aveva affermato, in occasione di un primo, timido, e smunto Gay Pride: “È una sfortuna essere gay, ma andare per le strade e renderlo pubblico è come ammettere di essere un omicida.”
La comunità LGBT ha subito chiesto ai danesi di riconsiderare le loro scelte e di non minare la vita dei rifugiati omo. E’ ancora lunga la strada che porterà ad affrontare il tema della sessualità in maniera laica, oggettiva, e senza il fervore di una ideologia precostituita.











