HomePoliticaDefibrillatori, ancora una proroga dell'obbligo. Ruggiero Mennea: "Rinvio immorale"

Defibrillatori, ancora una proroga dell’obbligo. Ruggiero Mennea: “Rinvio immorale”

Nuova proroga, l’ennesima, per l’obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici in capo alle società sportive dilettantistiche: dal 20 luglio, originariamente previsto nel decreto dello scorso mese di gennaio, si passa al 30 novembre. La normativa ha infatti istituito una nuova situazione di utilizzo extraospedaliero del defibrillatore, rivolta esclusivamente alle Società sportive.

La proroga è stata firmata lo scorso 19 luglio (ultimo giorno prima dell’entrata in vigore dell’obbligo) dal ministro della salute Beatrice Lorenzin e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti.

La dotazione dei DAE sarà quindi un obbligo legale, che per i club dilettantistici scatterà però alla fine del mese di novembre 2016, dopo le modifiche apportate lo scorso 11 gennaio al decreto Balduzzi, che porta la data del 20 luglio 2013. Tre anni di tempo, trentasei mesi non sono stati sufficienti a rendere effettiva e cogente questa disposizione.

Sembra perfino inutile sottolineare quanto possa essere utile ed efficace la presenza in un impianto sportivo, di un defibrillatore, insieme a personale in grado di saperlo utilizzare. In ballo c’è la differenza tra uno spavento e, nei casi peggiori, la morte. Salute, sicurezza, prevenzione. Il ruolo che l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico ha all’interno di un centro sportivo in caso di arresto cardiaco è un fatto acquisito e riconosciuto da tutti, ma evidentemente non è un ruolo talmente urgente da impedire, ancora una volta, di prorogarne l’obbligo.

Già diversi mesi sono stati concessi per l’acquisto (o la donazione) di un defibrillatore e l’adeguato allestimento dell’impianto medicale all’interno delle strutture. Possibile che ci si debba sempre ritrovare nella situazione che, all’ultimo giorno utile, poi scatta una sorta di sanatoria per tutti quelli che ancora non si sono messi in regola?

Ufficialmente il Governo ha detto che il motivo del rinvio è che – come spiegato nel decreto – non sono state ancora completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici (come se tra agosto e settembre si farà qualcosa…).

Le società sportive, infatti, sono (saranno) anche obbligate a curare la manutenzione del defibrillatore, a nominare un responsabile, a curare i rapporti con il 118, a predisporre il progetto di collocazione dei dispositivi, a formare all’utilizzo dei defibrillatori il personale necessario e a seguire gli aggiornamenti della manutenzione e della formazione. Il mancato rispetto di questi adempimenti rende la società responsabile, addossandone l’imputazione, civile e penale, ai dirigenti sportivi.

Per Ruggiero Mennea, consigliere regionale e presidente del comitato permanente di Protezione civile, si tratta dell’ennesimo attentato alla salute di tutti. “Il decreto Balduzzi – spiega – prevedeva un tempo di 6 mesi, dall’entrata in vigore dello stesso, per l’attuazione da parte delle società professionistiche; e di 30 mesi per quelle dilettantistiche. Mi sembra ci sia stato tutto il tempo per la formazione degli operatori. Non capiamo davvero come si faccia – rimarca Mennea – a rimandare ancora una misura che può garantire un minimo di prevenzione e che, peraltro, dovrebbe essere di iniziativa volontaria da parte delle strutture. Prorogare la sicurezza della vita umana è un atto immorale e di dubbia legittimità, tanto più se questa arriva da parte dello Stato”.

“In Puglia – prosegue – oltre ad aver programmato l’acquisto di mille defibrillatori da assegnare gratuitamente alle strutture pubbliche, stiamo preparando una legge regionale che estende l’obbligo dell’uso di questi apparecchi ai luoghi di aggregazione di ogni tipo. Questo per garantire sia la sicurezza dei giovani che scelgono di dedicare il tempo libero allo sport o di frequentare pub e discoteche, sia di quanti accedono per lavoro a tribunali e uffici pubblici. Ma ora il ministro Lorenzin interviene con una nuova proroga”, sottolinea l’esponente del Pd.

“Senza dimenticare che, proprio nella nostra regione, i casi di decessi nelle strutture sportive non sono cosa rara. L’ultimo è quello del 13enne di Trinitapoli, morto prima di iniziare a giocare a calcio in una struttura sportiva privata, dove appunto non sussiste l’obbligo di usare il defibrillatore”.

Per questo Mennea preannuncia una serie di iniziative mirate a rimediare alla decisione del ministro. “Chiedo ai parlamentari pugliesi – dice – di presentare un ordine del giorno per annullare, o quanto meno ridurre al minimo indispensabile, la proroga già decretata. Da parte mia, presenterò un ordine del giorno, in attesa di approvare la legge regionale, allo scopo di chiedere al Governo pugliese di richiamare alle proprie responsabilità quello nazionale e rispettare – conclude – l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini”.

 

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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