Si facciano primarie libere, trasparenti e senza strani elementi infiltrati, soltanto con partiti e movimenti civici che condivideranno il “patto per Lecce 2017” che il Pd si appresta a presentare alla città. Sembra essere questa la direzione verso cui sta navigando il Partito Democratico a Lecce, impegnato in un difficile avvicinamento alle primarie per le amministrative della prossima primavera.
Al momento, di certo, c’è la candidatura di Sergio Blasi, consigliere regionale, che non trova pieno consenso soprattutto dalla dirigenza locale del partito. Ci potrebbero essere, sul tavolo delle primarie, nomi importanti come quello del senatore Dario Stefàno o del capogruppo in Comune Paolo Foresio. Meno probabile il nome del segretario provinciale Salvatore Piconese. Ma al momento è ancora presto per pensare ai nomi.
Intanto ieri si è svolta una complicata Direzione provinciale, alla presenza anche del segretario regionale Marco Lacarra.
In apparenza tutti daccordo sul dialogo e sulla disponibilità a trovare un nome comune non soltanto al Pd ma ad una coalizione più ampia possibile, con l’obiettivo evidente di provare a strappare al centrodestra una piazza come Lecce che, tranne une breve parentesi amministrativa negli anni ’90, non ha mai premiato il centrosinistra.
Ma intanto c’è da decidere una cosa: si possono evitare le primarie? Per alcuni si. E’ Umberto Uccella a ventilare questa ipotesi. “Nel nostro statuto non sono obbligatorie se c’è un accordo di coalizione, e si possono evitare”.
Di tutt’altro parere, ovviamente, Sergio Blasi che, nella sua analisi politica sulla città di Lecce, sposta l’attenzione su cosa non si è fatto, invece che guardare alla “macchina da guerra messa in campo dagli altri”. “Non si è mai fatto un salto di qualità, non si offrono soluzioni ai problemi concreti, ci si affida a strategie politiche che si sono dimostrate non vincenti”.
L’accusa ai dirigenti locali è palese. E sulla sua candidatura aggiunge: “sono pronto a ritirarla ma solo se mi dimostrate che siete in grado di cambiare passo. Ma vi avverto che sarà difficile convincermi. Perché so che non si conquista il consenso dei leccesi, soprattutto quando questo consenso non lo si ha, con operazioni politiciste di quel genere.”.
” Pd e Puglia in più con un candidato sindaco scelto dalle segreterie – dice Blasi – sono in grado di raccogliere la maggioranza degli elettori di questa città? Convincetemi che è così e io ritiro già stasera la mia candidatura alle primarie. Sono prontissimo”.
Ma quali le motivazioni per la candidatura di Blasi?
“Qui sta la mia disponibilità. A Lecce la situazione è molto più che difficile per il centrosinistra. Direi che è quasi disperata. Senza una mobilitazione vera rischiamo di non andare neanche al ballottaggio, dal momento che il Movimento 5 Stelle sarà della partita nelle prossime elezioni amministrative. Rischiamo di non essere neanche secondi. Allora quello che io metto a disposizione è la mia esperienza nelle istituzioni e in particolare la mia esperienza di sindaco”.











