C’è anche Bruno Vespa tra gli imprenditori agricoli pugliesi vittime dei ricatti e dei taglieggiamenti della criminalità, pronti a distruggere le coltivazioni senza la soddisfazione delle proprie richieste estorsive.
Settanta ceppi delle vigne di primitivo coltivate nella vigna di Lizzano (Taranto) di proprietà del giornalista Bruno Vespa(in questi giorni al centro di violentissime polemiche alcune sue dichiarazioni durante lo speciale sul terremoto del Centro Italia dello scorso 24 agosto) che da alcuni anni produce vini nella regione, sono stati tagliati nella notte da persone non ancora identificate: l’episodio è stato denunciato dal conduttore televisivo ai carabinieri del comune tarantino.
“Ieri – aggiunge Vespa – abbiamo tranquillamente vendemmiato il Fiano, stanotte sono stati tagliati 70 ceppi delle vigne di Primitivo. Si tratta evidentemente di opera di piccoli mafiosi locali. Ma stiano pur sicuri che non mi lascio intimidire”.
E solidarietà al giornalista Rai è stata espressa da Confagricoltura Taranto. A parlare è il presidente Luca Lazzàro.
“Un no fermo a chi vuol taglieggiare un intero settore. La notizia dei cento ceppi tranciati in un vigneto che il noto anchorman televisivo possiede a Lizzano desta rammarico e preoccupazione. Vespa, lo ricordo, ha fatto investimenti importanti anche a Manduria ed è, a tutti gli effetti, un produttore manduriano di Primitivo doc ed è per questo che rappresenta uno dei simboli più vistosi e significativi del nostro vino. Colpire lui significa voler mandare un sinistro messaggio ad un settore produttivo importante, vera punta di diamante dell’economia agricola tarantina”.
“Per questo siamo fianco di Vespa – dice Lazzàro – al quale chiediamo di non mollare e di continuare a restare attaccato alle sue terre a produrre vino, come uno di noi. E chiediamo, a maggior ragione, che le forze dell’ordine e la magistratura accendano una luce su quel territorio e sui produttori che in questi giorni hanno appena cominciato una vendemmia che si preannuncia di grande qualità. Se si sia trattato di un avvertimento o di chissà cosa sta agli inquirenti accertarlo. So per certo, però, che a chi vuol sconvolgere il settore del vino, fatto di protagonisti visibili e meno visibili, noi opporremo la fermezza e la determinazione che abbiamo già dimostrato nei mesi scorsi a Grottaglie, quando una simile modalità criminale ha colpito diversi tendoni di uva da tavola. Abbiamo detto “no” allora e con voce ancora più alta, senza farci intimorire, lo ripetiamo adesso che qualcuno vuol mettere le sue sporche mani sui vigneti di Bruno Vespa”.












Comments are closed.